Primo grande successo di Saul Steinberg, Tutto in linea, apparso nel 1945, è testimonianza della sua evoluzione da semplice vignettista, pur arguto e raffinato, ad autentico «artista metafisico». Con l'avvio della collaborazione col «New Yorker», infatti, le sue vignette satiriche si fanno più complesse e filosofiche, e Steinberg inizia a illustrare «concetti astratti e grandi misteri con la stessa fine immediatezza con cui disegna aneddoti della vita quotidiana». Mai prima di allora un cartoonist aveva azzardato ricerche tanto audaci: il suo umorismo poetico amplia gli orizzonti, rovescia prospettive, scopre nel familiare qualcosa di inatteso, spiazza il lettore con associazioni imprevedibili. E appare chiaro per quale ragione Steinberg si definisse «uno scrittore che disegna»: i lavori inviati da vari fronti di guerra (Cina, India, Nordafrica, Italia) durante il secondo conflitto mondiale sono veri e propri reportage per immagini, tra scene di vita militare e «quadri d'ambiente», dove osservazione e riflessione, tratto grafico e racconto coincidono. Dobbiamo allora, come osserva Tullio Pericoli, essere grati a Steinberg non solo per l'unicità della sua linea ma, soprattutto, perché più di chiunque altro ha acuito le nostre capacità visive, facendoci scoprire che «gli occhi possono servirci anche per pensare» e che dunque «vedere è pensare». Introduzione di Liana Finck. Postfazione di Iain Topliss. Con una nota di Tullio Pericoli
T.A.Z. Weblog Party
un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale
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