T.A.Z. Weblog Party

un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale

domenica 13 settembre 2026

Il bello chiama il bello. Scritti sull'arte e gli artisti di Giovanni Comisso (La Nave di Teseo)

Giovanni Comisso non è stato soltanto uno dei grandi narratori del Novecento italiano: è stato anche un osservatore acuto, libero e profondamente originale del mondo dell’arte. Questa raccolta riunisce per la prima volta i suoi scritti su pittori e scultori, restituendo nella sua interezza una dimensione finora dispersa e poco riconosciuta della sua opera. Dalle pagine giovanili nate nel clima inquieto del primo dopoguerra agli articoli della maturità, emerge una voce che rifiuta ogni specialismo e si oppone alla critica accademica per rivendicare un rapporto diretto, istintivo e quasi fisico con le opere. Per Comisso l’arte non è oggetto di interpretazione, ma esperienza vissuta: incontro, memoria, emozione. Al centro di questi scritti si muove una costellazione di figure decisive del Novecento – da Arturo Martini, guida e maestro, a Filippo de Pisis, da Gino Rossi a Giorgio de Chirico – osservate sempre nella loro dimensione più viva e personale, fuori da ogni schema storico o ideologico. Ne nasce un racconto dell’arte come teatro di individualità, fatto di incontri, passioni, prese di posizione, talvolta di scontri. Questa edizione, fondata su un accurato lavoro filologico, ricostruisce per la prima volta il percorso di Comisso scrittore d’arte, restituendo testi rari, dispersi o difficilmente reperibili e collocandoli nel loro contesto originario. Ne emerge un itinerario coerente e sorprendente, in cui letteratura e arti visive si intrecciano fin dagli esordi, delineando una delle esperienze più singolari del Novecento italiano. Non solo una raccolta di scritti sull’arte dunque, ma la scoperta di uno sguardo: quello di uno scrittore che ha saputo trasformare la critica in racconto, e l’incontro con le opere in una forma di vita





sabato 12 settembre 2026

Monet a Venezia. Ediz. italiana e inglese Elena Marchetti (Electa)






























Il volume a cura di Elena Marchetti raccoglie i saggi e le lezioni della masterclass tenutasi a giugno 2025 e promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia - MUVE Academy. Il tema è un capitolo ancora poco esplorato della carriera di Claude Monet: il soggiorno veneziano nel cuore dell'autunno del 1908. Quello tra Monet e la città di Venezia fu un incontro tardivo e folgorante, da cui nacquero trentasette dipinti e uno slancio nuovo, che avrebbe segnato l'ultima, libera stagione della sua pittura, fino alle grandi Ninfee. Otto saggi di esperti internazionali ripercorrono gli itinerari veneziani dell'artista, si soffermano sui luoghi dove posò il cavalletto e sui palazzi che lo ospitarono, ricostruiscono l'effervescente clima culturale di inizio Novecento e risalgono alla lunga tradizione di pittori stranieri che, prima di lui, avevano fatto di Venezia un mito moderno.ò il cavalletto e sui palazzi che lo ospitarono, ricostruiscono l'effervescente clima culturale di inizio Novecento e risalgono alla lunga tradizione di pittori stranieri che, prima di lui, avevano fatto di Venezia un mito moderno.

Qui era tutto mare. Nuovi scritti sull'arte e sugli artisti di Luca Bertolo (Quodlibet)

 




















«Qui era tutto mare è il titolo di un quadro che il suo autore, Jacopo Casadei, uno dei migliori titolisti in circolazione, mi ha gentilmente concesso di usare per questo libro che raccoglie un’ampia selezione dei miei scritti pubblicati tra il 2019 e il 2026. Più che spiegare, descrivere o giudicare, questi testi cercano, ognuno a suo modo, di prolungare l’incantesimo dell’incontro con opere, artisti e mostre. Ho voluto includere in questa raccolta anche alcune voci di artisti, critici e curatori con cui sono stato in dialogo. Ogni autentico dialogo – e lo è, per strano che possa sembrare, anche quello tra un’opera e il suo autore – implica l’ascolto, che conduce inevitabilmente a una parziale riconfigurazione delle proprie idee, modi, ritmi. Si procede assieme per un tratto di sentiero, osservando il paesaggio e decidendo, a ogni bivio, dove e come proseguire. Prefazione di Elena Volpato

venerdì 11 settembre 2026

Il codice della passione. Bellini e Mantegna allo specchio a cura di Daniele Ferrara, Alessandro Giovanardi (NFC Edizioni)

 


















Rimini ritrova oggi la sua Pietà di Bellini. Nuova non perché diversa, ma perché un restauro rigoroso e paziente ne restituisce la leggibilità, la profondità, la straordinaria qualità pittorica, riportandola idealmente al suo anno uno. E con Il codice della passione. Bellini e Mantegna allo specchio anche la città rinnova il proprio sguardo su se stessa: non necessariamente più forte, ma certamente più consapevole del posto che occupa nella storia dell’arte e della cultura. Il nostro ringraziamento va alla Fondazione Venetian Heritage, a CBC Conservazione Beni Culturali, alla Dottoressa Lucia Tito, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e ai responsabili dei Musei Comunali di Rimini. Il loro lavoro ha reso possibile non soltanto il recupero di un capolavoro, ma anche un progetto che apre nuove prospettive, sempre guidati dalla stessa bussola: l’arte, come ogni autentica ricerca, nasce dall’irrequietudine. È la stessa irrequietudine che continua ad alimentare il nostro desiderio di conoscere, custodire e immaginare il futuro

mercoledì 9 settembre 2026

Officina ferrarese. Seguita dagli «Ampliamenti» e dai «Nuovi ampliamenti» di Roberto Longhi (Abscondita)

 A determinare il fascino dell’Officina ferrarese è il senso, da cogliere tra le righe, di drammatico sbigottimento per un patrimonio artistico straordinario che la fine del ducato estense (1598) aveva portato irrimediabilmente a distruggere o a disperdere e di cui la mostra della «Pittura ferrarese del Rinascimento» – allestita nel 1933-1934 nelle sale del palazzo dei Diamanti a Ferrara – non aveva potuto fornire che un pallido riflesso. Oserei dire che questo aspetto si coglie anche laddove la scrittura acquista un tono volutamente ridondante e visionario. Certo, per il frequente ricorso a metafore di tipo minerale – a proposito di Tura: «una natura stalagmitica; un’umanità di smalto e di avorio con giunture di cristallo» –, Longhi si mostra debitore nei confronti degli Italian Painters of the Renaissance di Bernard Berenson, che da ragazzo si era persino offerto di tradurre. Ora però un tale linguaggio non si risolve in un ricalco né in un virtuosismo fine a sé stesso, ma diviene lo strumento per restituire un mondo unico e irripetibile nella sua sontuosità. Per usare parole che la nostra epoca ha ridotto a slogan, la conoscenza del fatto artistico è alla base, per Longhi, della sua tutela e della sua valorizzazione. Con uno scritto di Daniele Benati




martedì 8 settembre 2026

DK Grandi città. Storie e immagini di luoghi indimenticabili, dalla fondazione a oggi (Gribaudo)

La città, con i suoi abitanti, il suo commercio, la sua arte, la sua identità mutevole e allo stesso tempo persistente, rappresenta il cuore della storia dell'uomo da oltre 7.000 anni. Sfogliando queste pagine percorriamo le strade di 100 città celebri, dall'antica Roma a New York, da Costantinopoli a Dubai, grazie anche alle splendide immagini, alle storie dei loro abitanti e agli aneddoti che hanno reso ogni luogo indimenticabile e, proprio per questo, eterno





martedì 1 settembre 2026

Giotto di Roger Fry a cura di Laura Cavazzini (Abscondita)

 




















«È difficile resistere alla tentazione di affermare che Giotto fu il più grande artista che sia mai vissuto, frase questa usata a proposito di troppi maestri per conservare il suo pieno significato enfatico. Ma egli rappresenta, perlomeno, il più prodigioso fenomeno in tutta la storia dell'arte a noi nota. L'aver creato quasi dal nulla, il crudo realismo di Cimabue temperato dall'esausta compiutezza dei bizantini, un'arte in grado di esprimere tutta la gamma delle emozioni umane; l'aver trovato quasi senza guida il modo di trattare il materiale grezzo della vita stessa in uno stile così diretto, così duttile all'idea, e al tempo stesso così essenzialmente grandioso ed eroico; l'aver colto intuitivamente quasi tutti i princìpi rappresentativi, per stabilire i quali, scientificamente, occorsero due secoli di continue ricerche; l'aver compiuto tutto questo è, senza dubbio, una prova meravigliosa, superiore a quella che un qualsiasi altro artista abbia mai dato».

sabato 29 agosto 2026

La «Guernica» di Pablo Picasso. Ascesa e oblio di un classico. Ediz. illustrata di Luca Nannipieri Castelvecchi, 2026

 



















1974, MoMA di New York. Un uomo si avvicina alla Guernica di Pablo Picasso e vi spruzza sopra una scritta rossa: Kill lies all. Da quell’atto vandalico – clamoroso, sacrilego, politico – prende avvio questo libro sorprendente, che non è soltanto una storia della Guernica, ma una riflessione radicale sul destino delle opere d’arte e sul rapporto che gli esseri umani intrattengono con ciò che considerano sacro. Perché si colpisce un capolavoro e non un oggetto qualsiasi? Perché alcune immagini attraversano i secoli mentre altre scompaiono? E cosa accade quando anche un classico ritenuto assoluto come la Guernica comincia lentamente a entrare nell’oblio? Attraversando filosofia dell’arte, antropologia del sacro e storia culturale, Luca Nannipieri costruisce un saggio originale che interroga il potere simbolico delle immagini e l’impermanenza dei classici. La Guernica diventa così un caso di studio per comprendere non solo il Novecento, ma il modo in cui le civiltà consacrano, venerano, consumano e infine dimenticano le proprie icone. Un libro che parla di Picasso, ma soprattutto di noi: della nostra necessità di creare miti, di distruggerli e di continuare, ostinatamente, a cercare nelle immagini qualcosa che sopravviva al tempo

venerdì 28 agosto 2026

San Siro 1926-2026. I 100 anni della «Scala del calcio» di Francesco Bogliari (Mind Edizioni)

 Il 19 settembre 1926 veniva giocata la prima partita nello stadio voluto da Piero Pirelli per dare una casa adeguata al Milan. Poi l’impianto crebbe con un sistema “a matrioska”, cioè la nuova struttura ampliata si appoggiava su quella precedente e la inglobava. Diventato presto la “Scala del calcio” per l’eccezionalità della sua architettura e per la qualità delle partite che vi si giocavano e vi si giocano tuttora (dal 1947 divenne la casa anche dell’Inter), San Siro è stato ed è non solo un simbolo sportivo di Milano ma anche un “soggetto forte” al centro di interessi politici, economici e finanziari. Una storia insieme rigorosa e appassionante, che mette insieme sport, architettura e politica, cultura, costume e società, passando dal fascismo al dopoguerra, fino alla “Milano da bere” e a quella del grande sviluppo immobiliare-finanziario dei nostri giorni. Una storia che dovrebbe concludersi con l’abbattimento programmato per il 2031, dopo la vendita a Inter e Milan avvenuta nel novembre 2025. Il volume è basato su ricerche e materiali d’archivio e giornalistici e illustrato con oltre 250 foto d’epoca nell’arco di 100 anni





mercoledì 26 agosto 2026

Introduzione al disegno industriale. Linguaggio e storia della produzione in serie di Gillo Dorfles (Einaudi)

 Un classico del design italiano che, con la consueta lucidità di Gillo Dorfles, introduce ai principi del disegno industriale e offre strumenti preziosi per comprendere il rapporto tra progetto, funzione ed estetica.


«La prima redazione di questo libro risale al 1963, e da allora molte cose sono cambiate nei processi produttivi, prima fra tutte la comparsa dei sistemi Cad (computer-aided design) in tutti i settori ideativi, dall'architettura alla grafica: il disegno non piú fatto con riga e squadra, bensí attraverso una progettazione digitale che permette non solo di rappresentare l'oggetto, ma di ruotarlo nello spazio, simularne l'effetto finale e sperimentare materiali, texture e illuminazioni. Questo cambio di strumenti ha comportato una mutazione nei linguaggi e negli stili: pensiamo alla diffusione delle forme bombate nelle scocche di auto ed elettrodomestici, favorita dalla facilità con cui il computer ne consente la modellazione. A questo si aggiunga, in anni piú recenti, la comparsa delle stampanti 3D, che hanno reso la prototipazione molto piú agile e rapida. Il digitale ha reso i diversi passaggi piú precisi, veloci ed efficienti, e il salto quantitativo si è ben presto tradotto in un diverso tipo di risultato. Insomma, il grande mutamento che ci separa dalle parole di Dorfles è stato l'introduzione del computer non solo nella fase industriale, nello stampaggio, ma nel momento dell'ideazione [...]. Eppure, la lezione di Dorfles resta uno di quei testi da cui non si può prescindere. Il merito è anzitutto nel talento analitico dell'autore, capace di isolare quei pochi concetti davvero "da sapere" e che restano validi, ancora oggi, per chiunque voglia misurarsi, in teoria o in pratica, con la progettazione su grande scala. C'è difatti una domanda che accompagna il lettore lungo tutto il libro: a quali condizioni possiamo dire che qualcosa appartiene al regno del disegno industriale? Domanda essenzialista e quanto mai stringente in un mondo in cui tutto sembrerebbe ormai ideato e realizzato industrialmente». (Riccardo Falcinelli)





sabato 22 agosto 2026

lunedì 17 agosto 2026

Le cinque vite di Lisetta Carmi di Giovanna Calvenzi (Contrasto)

 















Cinque vite differenti, cinque momenti diversi ma inevitabilmente collegati tra loro. L’esistenza di Lisetta Carmi (1924-2022), figlia della buona borghesia di Genova, giovane e promettente pianista che decide poi di diventare una fotografa intensa e impegnata e infine, di scegliere un profondo cammino spirituale, è sempre stata animata da grandi passioni da vivere, da curiosità verso personaggi e avvenimenti da comprendere, da nuove esperienze da affrontare. A noi, oggi, rimane il suo esempio, le sue ricognizioni fotografiche che hanno fatto epoca, come quelle tra i lavoratori del porto di Genova o nella comunità dei Travestiti degli anni Sessanta, e che dimostrano quanto il suo sguardo e la sua grande empatia, abbiano fatto di lei un’interprete originale e profonda del nostro tempo. Giovanna Calvenzi ha rivissuto con Lisetta il filo delle sue cinque vite e grazie anche alle testimonianze di amici e conoscenti, ha ricostruito il suo cammino, le sue lotte, la sua visione, in un racconto emozionante e unico. “Quando si lavora con Lisetta Carmi le coincidenze, gli intrecci poco spiegabili, i rimandi imprevisti e imprevedibili sono all’ordine del giorno. Perché Lisetta Carmi è una donna davvero speciale, concreta e spirituale, generosa e disponibile, che sa esattamente quello che fa e quello che vuole ma aperta a ogni possibile nuova idea” scrive Giovanna Calvenzi

sabato 15 agosto 2026

Looking Good. Ediz. a colori di Charles H. Traub (Lazy Dog)

 "Looking Good" è un compendio delle fotografie di Charles Traub sulla natura stessa del vagabondare e dello sguardo, preoccupazione centrale della sua arte. Vi sono raccolte immagini dalla metà degli anni Settanta a oggi. Come diceva George Sand, «il segreto dello studio della vita sta nell’imparare a usare i propri occhi», e Traub ha praticato questo studio attraverso oltre cinquant’anni di fotografia. La gente si guarda, guarda Traub, fissa il vuoto, vaga cercando qualcosa che catturi la propria attenzione. Sono per lo più fotografie candide che colgono la sfumatura del fatto che siamo sempre in atto di osservare. Quello che si scopre, guardando come fa Traub, è che in qualche modo siamo tutti attori, consapevoli o inconsapevoli, che assumono volti diversi nel momento in cui siamo visti e vediamo gli altri. «Il contenuto è un bagliore di qualcosa, un incontro come un lampo, è tremendamente attuale» (Willem de Kooning)





venerdì 14 agosto 2026

Robino. Eredità visive di tre generazioni a cura di Pierangelo Cavanna e Paolo Robino (Nomos Edizioni)

 Il volume presenta la produzione di una singolare genealogia, quasi una saga, che ha per protagonisti tre membri della famiglia Robino. Tre generazioni di autori torinesi che nel corso di tre quarti di secolo si sono dedicati – e tuttora si dedicano – all’universo delle immagini fatte a macchina: dalla fotografia analogica a quella digitale fino all’immagine di sintesi e all’Intelligenza Artificiale. Tre storie che raccontano anche il progressivo passaggio dalla pratica amatoriale a quella professionale nei distinti ambiti della documentazione del patrimonio artistico e architettonico e della fiction. Questa vicenda per immagini, esposta in mostra nella suggestiva cornice della Venaria Reale, si apre con le fotografie del padre Stefano, reinterpretate e animate digitalmente dal nipote Filippo, e si chiude con una selezione antologica del figlio Paolo





giovedì 13 agosto 2026

Tina Modotti. Amare, fotografare, resistere di Mariapaola Pesce e Mel Zohar (Becco Giallo)

 «Tina Modotti consegna la sua memoria a Edward Weston, l’uomo con cui ha condiviso gli anni della scoperta della fotografia e che, più di chiunque altro, conosce il suo modo di guardare il mondo. Il libro segue lo sguardo di Tina annodarsi e liberarsi lungo cinque capitoli: Occhi, Sguardi, Lenti, Camera, Palpebre; i ricordi si muovono tra il Friuli e la Los Angeles degli anni Venti, tra il Messico post-rivoluzionario e l’Unione Sovietica, seguendo gli incontri che hanno segnato il suo percorso: gli artisti e gli intellettuali della stagione rivoluzionaria, le compagne e i compagni della militanza. La fotografia diventa il suo modo di raccontare il mondo; la militanza la conduce nel cuore dei conflitti del Novecento, tra speranze, discipline di partito, sconfitte e disillusioni. Quella di Tina Modotti è una vita che cambia continuamente forma, attraversando arte, amore e impegno politico. Artista, rivoluzionaria, fotografa, donna in continuo movimento: una storia che non può essere ridotta al ruolo di musa o di icona, ma che trova la sua forza nello sguardo attento con cui ha attraversato il proprio tempo.»




martedì 4 agosto 2026

Michele Rosa 1925-2025. Ediz. a colori a cura di Roberta Melasecca (De Luca Editori d'Arte)

 Un viaggio attraverso l’energia creativa di Michele Rosa, per celebrarne il Centenario della nascita (1925 - 2025): una serie di mostre antologiche, a cura di Roberta Melasecca, promosse dal Comune di Sora, dalla Fondazione Umberto Mastroianni e dalla Pro Loco di Sora, sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, da luglio a ottobre 2025 in diverse sedi prestigiose. Artista, divulgatore e promotore culturale, animatore della vita artistica di un complesso territorio, la figura di Michele Rosa si staglia per quasi un secolo, precorrendo idee e correnti, affrontando le problematiche sociali, del lavoro, dell’ecologia, senza tralasciare le liriche intense dei paesaggi, le visioni estatiche del corpo femminile e quelle introspettive dei cieli, buchi neri, supernove e virus. Lucido testimone di ogni tempo vissuto, intellettuale frenetico e coinvolgente, capace di esprimere la propria poetica attraverso l’arte fino agli ultimi giorni della sua vita, Michele Rosa è un artista da scoprire e riscoprire, anche attraverso le pagine di questo catalogo




MILANO (ITALIA)