«Oggi in America si sta formando un'oligarchia molto ricca, potente e influente, che minaccia la nostra democrazia, i nostri diritti fondamentali, la nostra libertà e l'equa possibilità per tutti di raggiungere i propri obiettivi.»
«Oggi in America si sta formando un'oligarchia molto ricca, potente e influente, che minaccia la nostra democrazia, i nostri diritti fondamentali, la nostra libertà e l'equa possibilità per tutti di raggiungere i propri obiettivi.»
In un avvincente itinerario attraverso il mistero dell'essere e l'avventura del pensare, Marcello Veneziani affronta la triplice sostituzione dell'Uomo, di Dio e della Natura, percorrendo le vie che dal presente conducono al futuro e alle sue varianti. Ci consegna così una riflessione preziosa per avere coscienza di un destino che ci mette in gioco, pensando alla possibilità di cambiare il finale, grazie a una svolta decisiva. Una sfida a cui siamo chiamati tutti «noi che – riprendendo Karl Kraus negli Ultimi giorni dell'umanità – abitiamo il laboratorio sperimentale della crisi del mondo».
Nessun essere umano nella storia è stato così tanto fotografato e costretto a vedersi - allo specchio, nei selfie, nei quadratini delle videocall - come accade a noi. «Ma io sono davvero questo insieme di elementi che vedo impressi in una foto?», ci chiediamo sempre prima e sempre più spesso. Questa frattura tra il nostro corpo e la sua rappresentazione è la condizione strutturale dell'esperienza moderna della bellezza. Dall'invenzione della fotografia, che ha fissato i volti su una pellicola e li ha resi confrontabili, fino a oggi, l'immagine è diventata via via più vera del corpo, e ci ha fatto credere di doverci conformare a un certo ideale per corrispondere a una sua versione ogni volta più perfetta. La bellezza si è trasformata in un dispositivo di potere che ci sorveglia, ci misura, ci giudica secondo criteri che non abbiamo scelto, e questa sorveglianza si è installata in noi, come uno specchio che ci portiamo dentro. E più ci guardiamo, più siamo spinti a lavorare instancabilmente sulla nostra immagine, a concepire la bellezza come una proprietà da costruire giorno dopo giorno perché duri in eterno, a investire sul corpo come un progetto che non finisce mai. Maura Gancitano racconta, anche attraverso un ricchissimo apparato iconografico, la storia del rapporto tra corpo e immagine dagli inizi dell'Ottocento a oggi, per comprendere il modo in cui la fotografia, la pubblicità, la moda, il cinema, la statistica, i social, i media digitali e in ultimo l'intelligenza artificiale ci abbiano cambiati, inventando corpi sempre più perfetti e sempre meno reali. Ma se è vero che non possiamo più vederci e vedere senza i filtri, possiamo però imparare a riconoscerli e a muoverci al loro interno, per liberarci dal mito della bellezza perfetta: cercando nuovi modi di apparire e di esistere in relazione con gli altri, abitando il corpo che abbiamo, sentendolo dall'interno, qui e ora, con tutto ciò che porta scritto su di sé
Questo libro raccoglie le ultime due lezioni tenute da Gilles Deleuze a Vincennes prima che venisse attuato il violento trasferimento dell'università a Saint-Denis.
A nemmeno un anno dalla sua scomparsa, il volume celebra quel "mestiere del vedere" che è stato asse portante della sua carriera. Da alcune opere più note ad altre inedite si dipana la profonda riflessione sul percorso dell’artista: il suo è stato un cammino straordinario alla scoperta del linguaggio, della cultura, della storia. Un cammino fortemente segnato dal mare, il Mediterraneo, che a Napoli ha un ruolo portante, ma anche dalla conoscenza con gli artisti frequentati per buona parte della sua vita. Jodice non documentava, viveva, partecipava intimamente alla classicità nella sua accezione filosofica, letteraria, iconografica, un ambito in cui si è sempre sentito perfettamente a suo agio. Attraverso le parole dello stesso Jodice, restituite nell’intervista con la curatrice Angela Madesani, emergono il fermento degli anni delle avanguardie, il suo rapporto con Andy Warhol, la visione del paesaggio urbano e dell’architettura, la presenza del mare, il tema dell’attesa. Un’attesa, la sua, di natura esistenziale, poetica, personale; un’attesa di vita che ha segnato tutta la sua ricerca tra arte, poesia, studium
100 anni dello stadio di Bologna. Questo libro ripercorre la storia della costruzione del Littoriale, oggi Dall’Ara, fin da quell’idea che ha dato inizio al suo maestoso progetto. Un racconto che attraversa anche la Bologna dei primi anni Venti, tra memoria e sport, per riscoprire lo stadio e la città attraverso la storia. Lo stadio di Bologna compie nel 2026 un secolo durante il quale è stato testimone e protagonista della vita della città di cui è simbolo e monumento. Questo libro racconta col passo del romanzo storico la cronaca dettagliata della costruzione di un sogno, perché di sicuro quello che oggi si chiama Renato Dall’Ara, ma fu battezzato Littoriale, è un cuore pulsante di Bologna e un tempio di passione cui tutti i bolognesi sono affezionati, per avervi vissuto intense e memorabili emozioni legate soprattutto allo sport, ma anche alla musica, alla politica o alla cultura. Gli autori hanno ricostruito il periodo di cinque anni dal 1924 al 1929, cioè da quando l’idea nacque a quando divenne realtà: l’inaugurazione nel 1926, le prime partite nel 1927, la Torre di Maratona nel 1929. In quale contesto sociale e politico tutto accadde, chi e come realizzò questo sogno, perché rappresentò un progetto e un modello all’avanguardia europea. Un racconto appassionante, preciso e ricco di aneddoti, leggende e qualche mistero ancora irrisolto
In questa nuova e raffinata edizione aggiornata, il maestro giapponese Shozo Koike illustra tutti i segreti e i princìpi di base del sumie, forma d’arte tradizionale che meglio d’ogni altra esprime il più autentico spirito del Giappone. Questa tecnica di pittura a inchiostro, erede di una storia millenaria che ha prodotto capolavori d’ineffabile raffinatezza, è in grado di catturare come nessuna l’essenza più pura e profonda della natura grazie a pochi, semplici colpi di pennello e a un sapiente uso dell’inchiostro e delle sfumature. Inchiostro, pennello e carta sono i protagonisti di questo elegante volume, in cui pittura e calligrafia si fondono negli oltre 20 modelli da realizzare con l’affascinante tecnica del sumie seguendo le istruzioni del maestro.
Nella collana Insiders, dedicata all'approfondimento giornalistico di temi tangenti alla storia dell'arte, questo volume esplora un tema di assoluta attualità, ovvero il rapporto tra arte e propaganda, lungo un arco temporale che va dall'antichità romana (l'imperatore Augusto) fino all'era digitale e alla contemporaneità (Donald Trump), per dimostrare come le immagini siano sempre state strumenti di potere, controllo e seduzione. Con un approccio storico-artistico che affonda le radici nel giornalismo culturale, il libro analizza le strategie comunicative adottate da imperatori, signori, papi, monarchi, regimi totalitari e movimenti politici, mostrando come l'arte sia stata impiegata per legittimare l'autorità, costruire miti collettivi o veicolare ideologie. Ogni capitolo è dedicato a un'epoca o a un caso emblematico, dall'Ara Pacis all'arte napoleonica, dalle signorie rinascimentali ai regimi totalitari, fino all'utilizzo dei media, vecchi e nuovi, per veicolare la propria immagine, le proprie idee politiche e costruire consenso. Il testo affronta anche la tensione tra arte come propaganda ufficiale e arte come dissenso, passando in rassegna giornali, manifesti, spot promozionali, fino alla controcultura e alla Street Art
«Tutta la duplicità dell’arte contemporanea sta proprio in questo: rivendicare la nullità, l’insignificanza, il nonsenso, mirare alla nullità essendo già nulla. Mirare al nonsenso essendo già insignificante. Aspirare alla superficialità in termini superficiali». Con uno scritto di Sylvère Lotringer.
Lecce/ ROMA ottobre 2026 – Un cambio di paradigma totale nel contrasto alla violenza di genere in Italia. Non più solo la gestione dell’emergenza o la cronaca del trauma, ma una risposta strutturale incentrata sul "dopo invisibile": il percorso di reale sopravvivenza economica, psicologica e digitale delle vittime dopo la denuncia, unito alla rieducazione scientifica del maltrattante. È questo il cuore pulsante del saggio del criminologo e sociologo Antonio Russo. L'iniziativa è giunta dunque al grande lancio nazionale del volume che culminerà OGGI mercoledì 28 ottobre 2026 alle ore 12,00 con un incontro istituzionale presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica (Piazza Madama, Roma) con la Senatrice del M5S Felicia Gaudiano (Segretaria della 1ª Commissione Affari Costituzionali e componente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza), l'editore Stefano Donno, il criminologo Antonio Russo autore del volume Stalking Storie Straordinarie di un Crimine Ordinario (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Interverranno inoltre GRAZIA BIONDI (Presidente dell’associazione Manden), ELVIRA SERRA (Medico Specialista in Cardiologia e in Anestesia e Rianimazione, Assessora alle Pari Opportunità, Famiglia, Politiche Giovanili e Infanzia del Comune di Agropoli (SA). Modera NICOLE MAGLIOCCHINI (Avvocato)
I dati ISTAT 2024-2025
non lasciano spazio a interpretazioni: 25.970 chiamate al 1522 nel solo 2025 e
il 39,7% delle donne assistite dai CAV che denuncia forme logoranti di violenza
economica. Il saggio di Antonio Russo (ultimo di una lunga serie), "Stalking.
Storie straordinarie di un crimine ordinario" edito da i Quaderni del
Bardo Edizioni di Stefano Donno, analizza i campanelli d'allarme
(gaslighting, cyberstalking, gelosia ossessiva) prima che sia troppo tardi e
potenzia l’informazione con i suoi contenuti, per farsi coscienza critica
attraverso le voci delle vittime.
IL VOLUME - Un manuale
di resistenza civile - Antonio Russo, con una lunga esperienza sul
campo, mette la sua competenza al servizio di una missione urgente: informare
per prevenire. Il libro esamina il fenomeno dello stalking in tutte le
sue sfaccettature, dal controllo dei social network al gaslighting,
fino alla puntuale e critica disamina del “Codice Rosso”.
Il testo si distingue per
la sua straordinaria onestà intellettuale, dando spazio a testimonianze dirette
scritte “di getto” da donne ferite nel fisico e nell’anima. Tra queste, la
drammatica vicenda di Giulia Galiotto, raccontata dalla madre Giovanna Ferrari,
e quella di Jessica Filianti, simboli di una lotta che non deve essere
dimenticata.
Gli inviti alla lettura –
Numerose le personalità che hanno sostenuto l’opera: Donato Metallo (già
Consigliere Regionale Puglia) descrive il libro come un percorso di
“compassione nel termine alto di Cum Patior, soffrire insieme”; la
deputata Stefania Ascari sottolinea come “la violenza non
nasce dal nulla… richiede ascolto delle vittime e protezione tempestiva”. Valentina
Palmisano (la deputata Parlamento Europeo) definisce il testo un
“tassello prezioso” di consapevolezza contro l’isolamento in cui prospera il
persecutore; Paolo Pagliaro (Consigliere regionale –
Presidente del gruppo Fratelli d’Italia Puglia) scrive : “(…) lo stalking non è
un eccesso d’amore, ma una strategia di controllo, una caccia dove la preda
viene braccata fino allo sfinimento”; Cristian Casilli (Vicepresidente
della Regione Puglia (Assessore al Welfare, Sport e Politiche giovanili)
scrive: “Questo libro non racconta un fenomeno. Racconta vite”
CURRICULUM ANTONIO
RUSSO
Antonio Russo nasce a
Tricase (Le) nel 1970. Diplomatosi nel 1990 come perito industriale
capotecnico, si arruola e inizia il suo lungo percorso nell'Arma dei
Carabinieri prima come Carabiniere Ausiliario, poi come Vice Brigadiere e
infine come Maresciallo Capo. Le sue esperienze lavorative lo portano a stretto
contatto con il fenomeno dello stalking, da cui rimane subito colpito sui cui
si aggiorna continuamente, sin dall’entrata in vigore della legge nel 2009,
nata per difendere le vittime di atti persecutori. Purtroppo ha mostrato agli
operatori le sue lacune. Quindi lavorando sulla strada, vedendo le numerose
difficoltà nell’applicare la legge e nel difendere la vittima dallo stalker è
cresciuto il suo desiderio di prepararsi sul tema della violenza e di far
conoscere agli operatori del settore le lacune esistenti in merito nel sistema
giudiziario. Ha perfezionato le sue competenze partecipando a vari corsi come “Cyberbullsimo
e violenza on line”, ‘‘Analisi crimini Violenti’’ con la discussione
dell’elaborato Il Fenomeno Stalking, “Psicologia criminale”, Counselling
tradizionale presso l’Università Popolare di scienze della Salute Psicologiche
e Sociali di Torino, PNL presso l’Università Popolare di Scienze della Salute
Psicologiche e Sociali di Torino. Relatore in diversi eventi, ha rilasciato
interviste a diversi giornali sulla tematica dello stalking. Ha conseguito la
laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali e ha ottenuto una
laurea Honoris Causa in Scienze sociali. Ha conseguito il Master I Livello in
“Criminologia e Sicurezza temporanea” e il Master I livello in ‘‘Socio
Counselling Nutrizionale’’ e il Diploma di Abilitazione Alto Commissario dei
Diritti UMANI da WPO presso il World Bureau of Inteligency, ha ottenuto la
Medaglia Commendatore Umanitario di Pace dal World Parlament of Security and
Peace. Ha scritto Stop allo Stalking… Come difendersi, Stalking. La Gabbia,
Stalking. Sconfiggerlo si può e Stalking. Storie di un crimine ordinario.
Volontario nella International Human Rights Commission, dalla Fondazione
Internazionale Papa Clemente XI -Albani è stato nominato Membro d’Onore per “i
valori accademici ed umani e per i meriti eccezionali che competono nella 100
sua illustre persona”. Viene premiato dal Comune di Maglie (Le), per l’impegno
costante e continuo nella lotta contro la violenza sulle donne, e in varie
edizioni del Premio Internazionale “De Finibus Terrae”. Ha inoltre ottenuto il
Premio Mondiale per la NonViolenza Golden Galatea 2022 dall’Accademia Mondiale
di Letteratura Moderna Costaricana. È stato premiato al concorso letterario
“Meetale” con la Menzione d’Onore con il saggio Stop allo Stalking come
difendersi. È stato anche premiato al concorso letterario “Città del Galateo”
di Galatone (Le) con la Menzione d’Onore rilasciata dal Candidato al Premio
Nobel per la Pace Cav. Hafez Haider. Unico italiano ad aggiudicarsi il
prestigioso Panorama International Golden Book Awards 2022 con i suoi libri
dedicati allo stalking
CURRICULUM STEFANO
DONNO
Nato a Lecce il
26/02/1975. Laurea 2005 Lecce in Filosofia presso Unisalento e Laurea HC in Juridical
Science 0presso la Moscow University Sancti Nicolai (2013)
Editoria e Ufficio Stampa
(dal 1999 ): Ha ricoperto ruolo di Caporedattore per la rivista mensile di
cultura e arte Liberars (1999 – 2000), di Responsabile Ufficio Stampa per
diverse case editrici (Luca Pensa Editore 2005-2006, Besa 2006-2009) e ha completato
corsi specializzati in editoria e ufficio stampa presso Minimum Fax di Roma e
ed Edita a Lecce. Ha collaborato come Assistente alla Cattedra di Editoria
Multimediale (Unisalento, 2007/2008).
Editore e Collaboratore
Editoriale: Dal 2010 è editore de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano
Donno e collabora come editore con I Quaderni del Bardo Edizioni con La Casa
della Poesia di Como e il Festival Europa in Versi.
Attività Letteraria e
Giornalistica: È autore di numerose opere pubblicate (poesia e saggi, dal 1998
ad oggi è tradotto in romeno, ungherese, coreano) e i suoi scritti sono apparsi
su importanti testate nazionali e internazionali (es. La Gazzetta del Mezzogiorno,
L’Unità, Yale Italian Poetry, Stilos supplemento settimanale de La Sicilia,
L’Immaginazione, Generazioni, Paese Nuovo, Archè – rivista di filosofia, Segni
e Comprensione, Roma, La Voce del Sud, Leccronaca.it, Poesia edito da Crocetti
editore ). Ha ricevuto Premi e Riconoscimenti significativi, come il Premio
alla Carriera Europa In Versi (2021) e il Premio Internazionale di Poesia Suwon
international Literay Award (Seoul, Corea del Sud – 2023) e sempre nel 2023 il Premio LiberLibri, e il
Premio Millenium); nel 2025 nell’Ambito dello Spoleto Art Festival il Premio.
Si interessa di criminologia e divulgazione della stessa pubblicando con la sua
casa editrice diverse edizioni di riviste come Obscura a cura del criminologo
Dott. Mirco Turco e i libri del criminologo Dott. Antonio Russo
Attività Artistica: Ha
esposto in mostre e collettive di Arte Contemporanea a Lecce, Roma e Giarre
(2017-2018), inclusa una personale presso la Fondazione Palmieri a Lecce e la
Casa delle Arti Casa museo Alda Merini.
Sensibilizzazione
Sociale: Collabora nella campagna di sensibilizzazione contro lo Stalking con
il criminologo Antonio Russo, culminata con la partecipazione come ospite alla
Camera dei Deputati (febbraio 2023)
Contatti
Mail - antonio.iqdb@gmail.com
/Info link https://antoniorussocriminologianews.blogspot.com/
DOTT. ANTONIO RUSSO / Mail - antonio.iqdb@gmail.com
DOTT. STEFANO DONNO forum.convergenzepossibili@gmail.com
Avvertenze e informazioni
per l’accesso
L’ACCESSO IN SALA – CON
ABBIGLIAMENTO CONSONO E PER GLI UOMINI OBBLIGO DI GIACCA E CRAVATTA – È
CONSENTITO FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELLA CAPIENZA MASSIMA. IN CASO DI
ESAURIMENTO POSTI IN PRESENZA LA CONFERENZA POTRÀ ESSERE SEGUITA IN STREAMING
SUI CANALI UFFICIALI. I GIORNALISTI E GLI OSPITI DEVONO ACCREDITARSI SCRIVENDO
A: FELICIA.GAUDIANO@SENATO.IT
LE OPINIONI E I CONTENUTI
ESPRESSI NELL’AMBITO DELL’INIZIATIVA SONO NELL’ESCLUSIVA RESPONSABILITÀ DEI
PROPONENTI E DEI RELATORI E NON SONO RICONDUCIBILI IN ALCUN MODO AL SENATO
DELLA REPUBBLICA O AD ORGANI DEL SENATO MEDESIMO.
Pubblicata da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, la nuova opera del poeta tarantino è un viaggio viscerale e catartico tra lirismo puro, ombre interiori e paesaggi marini.
Sannicola (LE) / Lecce/
Taranto/ Modena – Novità editoriale intensa appena
uscita per i tipi de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno,
ovvero la prima edizione di L'abitudine del male, la nuova e potente
raccolta poetica di Davide Cuccaro. Composto presso la sede del Fondo Verri a
Lecce, questo volume si affaccia sul panorama della poesia contemporanea,
offrendosi come un diario intimo e senza censure di un'anima in bilico tra la
memoria di un amore totalizzante e il vuoto inesorabile dell'assenza.
Nato a Taranto nel 1978,
Davide Cuccaro vanta un percorso poetico iniziato in giovanissima età, con
riconoscimenti che spaziano dal Premio "Ignazio Di Napoli" al
concorso "Sogni e desideri" di Aletti Editore, fino alla recente
raccolta del 2021 Un Uomo parte II: Graffi. In questa sua nuova fatica
letteraria, il poeta pugliese raggiunge una maturità espressiva affilata,
utilizzando la parola come strumento di indagine del proprio tormento.
L'opera è un susseguirsi
incalzante di metafore potenti, dove la natura e il corpo umano si fondono. Il
mare, elemento centrale della poetica di Cuccaro, diventa rifugio, specchio e
prigione ("Io che venni dal mare / lì, per non più tornare"). I versi
si muovono tra l'oscurità psicologica ("Ci sono ombre dentro me / e,
queste, mi incutono paure") e il disperato bisogno di luce, tracciando il
profilo di un io narrante spogliato di ogni difesa.
Come sottolinea una nota
critica della direzione editoriale: "L'abitudine del male è una ferita
aperta trasformata in arte. Cuccaro non abbellisce il dolore, lo guarda in
faccia, lo sviscera, ne assapora il sale. I suoi versi sono schiaffi e carezze,
e restituiscono al lettore l'autenticità di un amore che, seppur finito,
continua a bruciare come una stella solitaria nella notte."
Il volume si avvale
dell'ideazione grafica di copertina dello stesso autore e del progetto grafico
e impaginazione curati da Mauro Marino, inserendosi con eleganza nel catalogo
di I Quaderni del Bardo Edizioni.
Dichiara l'editore
Stefano Donno : ""Come editore, incontrare una voce poetica capace di
spogliarsi di ogni finzione è sempre un raro privilegio. Con L'abitudine del
male, Davide Cuccaro ci consegna un'opera cruda, coraggiosa e necessaria.
Questa silloge esplora le voragini di un amore perso e l'inesorabile peso
dell'assenza, trasformando il tormento interiore, quelle stesse 'ombre dentro
me' evocate dall'autore, in versi di straziante intensità. Ho scelto di
accogliere questa prima edizione, nel catalogo de I Quaderni del Bardo
Edizioni, perché rappresenta pienamente la vocazione della nostra casa
editrice: dare spazio a una poesia autentica, che graffia l'anima e non fa sconti.
L'abitudine del male non è solo un libro di poesie: è una confessione a
cuore aperto, una catarsi e un porto sicuro per chiunque stia cercando la forza
di rialzarsi dopo aver affrontato il buio."
pp. 86
Euro 15,60
INFO LINK NELLA SEZIONE BLOG DEL SITO DELLA CASA EDITRICE I
QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO
https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/
Contatti – iquadernidelbardoed@libero.it
Un viaggio distopico e
sinestetico tra miti decostruiti, corpi mercificati e intelligenza artificiale
firmato da una delle voci più radicali dell'arte visiva e performativa
contemporanea.
LECCE / RIGA — Esce per i tipi de I Quaderni del Bardo Edizioni
di Stefano Donno (collana di poesia slava contemporanea a cura di Paolo
Galvagni) l'attesa raccolta poetica "Biancaneve si è ammalata" della
pluripremiata artista e poetessa lettone Elena Glazova. Tradotto con maestria
dallo slavista Paolo Galvagni, il volume rappresenta un vero e proprio
terremoto linguistico ed estetico nel panorama letterario europeo odierno.
Nata a Riga e figura
centrale della scena internazionale della poesia visiva e della sound-art,
Elena Glazova offre con quest'opera una diagnosi impietosa e visionaria della
società post-capitalista. La fiaba dei fratelli Grimm viene completamente
riscritta e sovvertita: Biancaneve si ammala, viene sostituita da un ginoide
imperfetto per mancanza di lubrificante, mentre la vera eroina fugge nella
foresta solo per essere scambiata per un animale dal cacciatore e affidare il
suo ultimo istante a una macchina fotografica Polaroid — l'ultimo baluardo
d'originalità in un mondo di copie e flussi di dati algoritmici.
Biancaneve si è ammalata
di Elena Glazova è un’opera radicale e spiazzante, una favola filosofica
postmoderna che scardina i confini della poesia contemporanea. In un mondo in
cui persino le fiabe vengono appaltate a ginoidi difettosi e l'amore si riduce
a un match su un'app, l'autrice ed artista totale Elena Glazova costruisce un
percorso visivo e sinestetico di inaudita potenza. Attraverso immagini
disturbanti e folgoranti — dai polipi cerosi che fuoriescono dalle statue di
vetro alla polaroid come estremo baluardo dell'originale contro la copia — il
libro trasmette un'inquietudine lucida e magnetica. Un testo imprescindibile
per chi cerca una letteratura che non consola, ma morde il reale. In sintesi il
principium individuationis dell’opera di quest’autrice davvero singolare è la
decostruzione dei miti culturali e fiabeschi nell'era digitale, il
post-capitalismo, la mercificazione del corpo e l'estinzione del linguaggio. Il
messaggio chiave sostiene che la scrittura non debba cedere alle lusinghe del
mercato o del pubblico, ma farsi strumento radicale di auto-organizzazione e
resistenza ontologica, trasformando il vuoto in un nuovo cosmo critico
Il volume si muove dunque
agilmente tra suggestioni che uniscono la Genesi alla musica techno, Euripide a
Pasolini, e le performance multimediali del gruppo "Orbita" alle
nevrosi delle app di incontri. I testi non descrivono semplicemente il reale,
ma lo scompongono attraverso una scrittura sinestetica in cui la materia densa
(miele, olio, sangue, colature di vernice e polipi cerosi) si fa schermo
pulsante. Come afferma l'autrice con la sua consueta intransigenza
intellettuale: «La scrittura è un metodo di auto-organizzazione, attraverso cui
il vuoto si tramuta nel cosmo. Orientarsi verso il pubblico è una variante di
prostituzione».
Il curatore Paolo
Galvagni sottolinea l'importanza di un'operazione culturale che porta in Italia
una delle autrici più complesse e affascinanti dell'area baltica e
russofono-europea, capace di fondere la tradizione della grande poesia russa
con le tensioni estetiche dell'arte contemporanea globale. Con una veste
grafica curata nei minimi dettagli da Mauro Marino presso il Fondo Verri di
Lecce, il libro si candida a diventare un oggetto di culto per lettori colti,
critici e amanti della letteratura di confine.
«Le immagini di Elena
Glazova combinano in modo paradossale la densa tangibilità della materia con la
mediazione dell'immagine: testi nei quali catene di immagini sono costruite
come chiara consequenzialità narrativa ed esperimenti di favola filosofica postmoderna.»
— Igor' Gubenko
la banalità del male
di colore arancione
le ombre grigie su metà
volto
da qui una sfumatura
grigia
compare la pensierosità
la mano nero-grigia
perché mai il male è
banale
come questa rotazione
arancione del volto
la mano grigia
il palmo roseo
la mano si gira col palmo
riluce di rosa
“lui ha compiuto il suo
dovere
lui ha obbedito alla
legge”
il curatore - Paolo
Galvagni (1967). Laureato in Lingua e letteratura russa all'Università di
Bologna, ha trascorso periodi di studio a Mosca, Minsk, Kiev e San Pietroburgo.
Collabora con riviste e case editrici, per le quali traduce testi di poeti e
narratori russi e ucraini, con specifica attenzione alla poesia contemporanea.
Nel 2014 gli è stato assegnato il Premio “Andrej Belyj” (San Pietroburgo) per
le traduzioni. Nel 2018 ha partecipato al Festival “Vasari” di Nižnij Novgorod
(versioni di poeti italiani contemporanei in russo). Tra gli autori tradotti si
ricordano M. Cvetaeva, A. Achmatova, S. Esenin, A. Blok, N. Kljuev, Vl.
Majakovskij, L. Andreev, M. Gor’kij, Vl. Vysockij. Tra i contemporanei: E.
Schwarz, V. Filippov, S. Zav’jalov, S. Stratanovskij, G. Ajgi, D. Grigor’ev, B.
Ostanin. Si occupa anche di letteratura russofona (poeti di lingua russa fuori
dalla Russia): Ch. Zakirov. Š. Abdullaev, L. Joonas, I. Kotjuch
INFO LINK NELLA SEZIONE
BLOG DEL SITO I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO
https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/
Il volume indaga la figura di Maria Maddalena attraverso un'analisi storico-artistica e teologica delle sue rappresentazioni, mettendo in discussione l'identificazione tradizionale con la prostituta penitente, priva di fondamento nei testi evangelici. Al centro della riflessione si colloca l'incontro tra la Maddalena e Cristo nel giardino della risurrezione, interpretato come evento simbolicamente denso e fondativo. Attraverso un ampio percorso iconografico – da Benedetto Antelami a Caravaggio e a Rembrandt van Rijn, fino alle rielaborazioni contemporanee – emerge la progressiva frammentazione dell'immagine femminile della Maddalena, spesso modellata dalle aspettative di uno sguardo maschile. Il saggio propone nuove chiavi interpretative, rileggendo episodi evangelici come il Noli me tangere alla luce del testo originale greco. In questa prospettiva, l'incontro tra Cristo e la Maddalena è accostato al linguaggio del Cantico dei Cantici, come relazione tra amato e amata. Maria Maddalena emerge così come figura paradigmatica di un amore autentico, capace di accogliere senza trattenere, e come luogo teologico in cui si riflette la trasformazione dello sguardo umano operata dall'incontro con il Risorto.
La ricerca si concentra su storie molto diverse tra loro, alcune sorprendenti per la loro resistenza ai cambiamenti, altre più mutevoli e segnate da grandi stravolgimenti. Biella, Borgo Mezzanone, Bussi sul Tirino, Carrara, Cervia, Terni sono luoghi che riposano apparentemente nelle loro specifiche storie del rapporto tra produzione e territorio, a volte antiche. Il volume assume questi luoghi come terreno d'inchiesta, concentrandosi su due chiavi di lettura principali. La prima riguarda il rapporto tra vecchie e nuove iconografie. Osservando questi luoghi è possibile cogliere come talvolta le rappresentazioni novecentesche lascino (o no) il passo ad altre iconografie che hanno la forza di costruire consenso attorno a politiche e progetti territoriali. La seconda chiave di lettura è legata all'emergere di nuovi attori nei processi di trasformazione della provincia (imprese, fondazioni bancarie, enti del terzo settore, istituti di ricerca, comunità attive). Nel corso del Novecento la provincia italiana è stata protagonista di un intenso processo di modernizzazione che l'ha resa un osservatorio privilegiato delle trasformazioni del paese, ampiamente rappresentate nel cinema come nella letteratura, nella fotografia come nelle indagini urbane e territoriali. La produzione è stata uno dei cardini di questo processo, assumendo forme e tempi differenti nei vari contesti territoriali, in relazione ai differenti modelli produttivi, sociali e politici. In alcuni contesti, tale spinta è stata così profonda e pervasiva da trasformare questi territori in vere e proprie «icone della produzione». Oggi quella spinta trasformativa sembra essersi esaurita, rivelando al tempo stesso una crisi delle rappresentazioni della provincia, sempre più cristallizzate in immagini di inerzia e apatia. All'interno di questi territori della produzione, consacrati a immagini definitive, sembra che la percezione dell'immobilità si sia fatta pervasiva, oscurando segnali di trasformazione e mutamento.
Il volume si propone di ribaltare tale prospettiva, indagando le «crepe» che incrinano queste icone per restituire un'immagine contemporanea dell'Italia di mezzo. Lo fa decostruendo sei luoghi «iconici» della produzione della provincia italiana: il distretto laniero di Biella, i campi agricoli attorno a Borgo Mezzanone nella Capitanata, lo stabilimento chimico di Bussi sul Tirino, le cave di marmo di Carrara, le saline di Cervia e le acciaierie di Terni. Questi territori, pur non apparendo come spazi interessati da importanti processi di trasformazione, nascondono segnali opachi, sussulti e scricchiolii che raccontano, in modo più significativo rispetto ad altri contesti vistosamente innovativi, elementi di transizione e mutamento della provincia italiana. Le disconnessioni e le sfasature di queste «icone» interrogano dunque il presente: rendono visibili le trasformazioni, le tensioni e le contraddizioni che attraversano i luoghi della produzione, delineando percorsi di cambiamento che sfuggono sia alle narrazioni dominanti, globali e metropolitane, sia alle rappresentazioni sedimentate di una provincia immobile e marginale
Il 31 ottobre, proiezione del cortometraggio di Hong Young A e incontro con gli ospiti per approfondire il linguaggio cinematografico e favorire il dialogo tra culture. Sabato 31 ottobre 2026, alle ore 15:00, il Korean Cultural Center PARLIAMO COREANO A.P.S. ospiterà presso la propria sede in Via Guerzoni 23 a Milano la proiezione del cortometraggio Sogno ad occhi aperti (백일몽, Daydreaming, 2022). L’opera è diretta dalla regista sudcoreana Hong Young A, che sarà presente per incontrare il pubblico. Ambientato in Corea del Sud durante la pandemia di COVID-19, il cortometraggio racconta la storia di un corriere che cerca di conciliare le esigenze del proprio lavoro con la cura della madre anziana, affetta da demenza. Una vicenda intima che esplora la fragilità dei legami, le difficoltà della cura e le condizioni della quotidianità in un periodo segnato dall’emergenza sanitaria. L’opera ha ottenuto l’Outstanding Excellence Award for Best Short Film al WRPN Women’s International Film Festival ed è stata selezionata per diversi festival cinematografici internazionali, tra cui il Golden Short Film Festival in Italia. Al termine della proiezione, Hong Young A dialogherà con il regista italiano Luca Cusani e il professor Stefano Locati dell’Università IULM di Milano. A partire dai temi del cortometraggio, l’incontro offrirà l’occasione di approfondire il lavoro della regista e di confrontarsi sulle scelte narrative e sui diversi modi in cui il cinema racconta la società e le relazioni umane, anche attraverso prospettive culturali coreane e italiane. Il pubblico potrà inoltre intervenire con domande e condividere le proprie impressioni, contribuendo a un’esperienza di scambio tra spettatori, autori e studiosi.
Questa pubblicazione, dedicata a costumisti, stilisti, illustratori, storici dell’arte e della moda, analizza l’abito indossato come linguaggio, fondato sui significati del corpo umano e sullo studio dell’anatomia artistica. Dopo una riflessione sul significato simbolico della figura umana in tutte le principali culture, tavole anatomiche e schemi proporzionali originali spiegano la struttura del corpo umano per la rappresentazione della figura vestita, basata sul manichino di sintesi anatomica. Opere dalla storia dell’arte e fonti iconografiche di costume e moda sono presentati in schede, che indicano visivamente sia un metodo per rappresentare il vestito, in trasparenza sul corpo, sia suggerimenti di approfondimento e studio. Il libro è arricchito da esempi di illustrazione di costume, moda e accessori, realizzate dagli autori, con l’indicazione delle tecniche esecutive. Lo scopo è anche quello di fornire un repertorio d’idee e di spunti anche per appassionati e curiosi
Ritorna in libreria il maestro del colore con un saggio tanto atteso quanto ambizioso. Michel Pastoureau ci conduce in un viaggio tra i capolavori d’arte e le storie dei loro artificieri mettendo al centro il vero protagonista: il colore.
«Per me i colori sono esseri viventi […], i veri abitanti dello spazio. La linea, dal canto suo, si limita a percorrerlo, a viaggiare da un punto all'altro. Si limita a passare.» - Yves Klein
L’opera analizza il percorso umano, artistico e politico di Sergio Staino per rileggere, attraverso la sua satira, le trasformazioni e le contraddizioni della sinistra italiana del secondo Novecento. La sua produzione non è mai stata commento marginale, ma critica interna capace di svelare fratture e contraddizioni del linguaggio politico. Dalla formazione nel dopoguerra e nel Sessantotto alla nascita di Bobo su “Linus”, passando per l’eredità de “Il Male”, fino alla pubblicazione su “l’Unità” degli inserti “Tango”, “Cuore” ed “Emme”, la satira di Staino ha dimostrato di essere uno spazio di elaborazione del trauma dell’inadempiuto e di autocritica politica. La sperimentazione tra le pagine di “Avvenire”, mediante il personaggio di Jesus, ha inoltre rivelato i limiti del confronto tra politica e religione. Il volume testimonia dunque come la satira, pur entro vincoli storici e culturali, resti uno dei pochi strumenti capaci di riaprire il dialogo quando la politica si irrigidisce
La nuova versione aggiornata del best seller di Scott Kelby, uno dei divulgatori più famosi al mondo nel campo della fotografia.
Pubblicato da Electa in occasione della prima grande mostra monografica dedicata a Pontormo (Jacopo da Pontormo; Pontorme, Empoli, 1494 – Firenze, 1557), il catalogo accompagna l’esposizione alle Scuderie del Quirinale di Roma, aperta dal 9 ottobre 2026 fino al 7 febbraio 2027. Curato da Cristina Acidini con un team di autorevoli studiosi quali Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani, il volume è concepito come un nuovo punto di riferimento, rigoroso e aggiornato, per la conoscenza di Pontormo nel contesto storico e culturale della Firenze del XVI secolo. Il catalogo segue lo sviluppo cronologico della mostra: dagli esordi e dalle imprese collettive alla prima attività nella Firenze medicea, fino ai grandi capolavori degli anni venti, con approfondimenti sulla villa di Poggio a Caiano, la Certosa del Galluzzo e la cappella Capponi in Santa Fe licita. Il racconto prosegue attraverso gli anni dell’ultima Repubblica fiorentina e dell’assedio, il rapporto con Michelangelo e la successiva attività alla corte dei duchi Medici, fino al coro di San Lorenzo e agli ultimi anni. Con i suoi testi critici, il ricco apparato iconografico, le accurate schede delle opere, una biografia ragionata e una cronologia comparata che mette in parallelo la vicenda dell’artista con gli eventi storici, politici, artistici e culturali italiani ed europei, e la bibliografia, il catalogo, oltre a rimanere come testimonianza della mostra romana, diviene uno strumento di studio destinato a offrire una lettura complessiva e aggiornata di uno dei protagonisti più inquieti e moderni del Cinquecento italiano
Da poco riscoperto grazie a mostre di risonanza mondiale, Itō Jakuchū (1716-1800) fu un pittore capace di incantare per la ricchezza delle sue composizioni, la minuziosità dei dettagli e una profondità spirituale intrisa di buddhismo zen. Dai trenta rotoli verticali del Regno colorato degli esseri viventi ad alcune delle più belle stampe e pitture a inchiostro, la sua arte è il frutto di un’attenta osservazione dal vero e di un lavoro certosino, grazie ai quali seppe riprodurre su seta – piuma per piuma, petalo per petalo – l’infinita varietà di un bestiario cangiante e di una flora fiabesca, dal piccolo insetto al maestoso volatile. Questa sontuosa edizione, forte di una veste e di una qualità di stampa fuori dal comune, offre l’inedita occasione di ammirare un’opera potente e vibrante, dalle cromie impareggiabili.
«Oggi in America si sta formando un'oligarchia molto ricca, potente e influente, che minaccia la nostra democrazia, i nostri diritti f...