T.A.Z. Weblog Party

un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale

sabato 26 settembre 2026

15 Most Famous Contemporary Abstract Painters in the World Right Now

 

Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin (Mimesis)

 Quando l'affermazione del nazi-fascimo generava, per le coscienze progressiste di tutta Europa, il crollo di ogni speranza, nella sua Tesi di filosofia della storia Walter Benjamin ha provato a indicare una dimensione temporale di libertà davvero rivoluzionaria, in rottura con l'ottimismo lineare e progressivo tipico della modernità, cioè con la storia scritta dai vincitori. Ma se la contemporaneità ha abbandonato ogni grande narrazione, ancora più valido resta il monito di Benjamin a una tensione messianica in cui ogni "secondo è la piccola porta da cui può entrare il Messia".




CRONACHE DANNUNZIANE … IL FUOCO E LA CARNE! Le donne di GABRIELE D'ANNUNZIO Personale di pittura dell’artista Paola Scialpi

 OLTRE IL VATE: LE “VITTIME” DI D'ANNUNZIO SI RIPRENDONO LA SCENA A LECCE - La pittrice Paola Scialpi svela il volto segreto delle Muse dannunziane in una mostra-evento alla Fondazione Palmieri in collaborazione con Associazione Horah – Tempio della Pace (Lecce), Edomedia - grafica e pubblicità (Alezio), Pasticceria Danny (Lecce), Scena Muta (Copertino), I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno (Sannicola). Incursioni teatrali e coreutiche a cura di Ivan Raganato e Sophie Guida ("Scena Muta").

LECCE, Settembre 2026 – Per oltre un secolo sono state raccontate come ombre passeggere, malinconiche ancelle o trofei da esibire per nutrire l'inestinguibile fame creativa di Gabriele D'Annunzio. Oggi, l'arte contemporanea restituisce loro voce, alterità e spessore psicologico, sovvertendo una delle narrazioni più radicate del Novecento letterario italiano.

Dal 26 settembre al 2 ottobre 2026, la suggestiva navata cinquecentesca della Fondazione Palmieri (Vico dei Sotterranei 23, Lecce) – luogo dalla formidabile eco simbolica, essendo stato in passato un convento dedicato al "pentimento" e alla clausura femminile – diventerà l'arena in cui si consumerà la rivolta visiva dell'esposizione "GABRIELE D'ANNUNZIO …e le sue MUSE", mostra personale della pittrice salentina Paola Scialpi. Catalogo edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno con interventi di Antonio Errico, Lucio Galante, Maurizio Nocera.

Artista di calibro internazionale e docente di lunga esperienza, Paola Scialpi compie in questo ciclo di opere un’ardua operazione di "risarcimento". Attraverso un uso magistrale, materico ed espressionista della tecnica dell'acquerello, l'artista reinterpreta e corregge le fotografie storiche delle donne che segnarono l'esistenza del poeta. Sotto le sue pennellate riemergono: la fiera inespugnabilità della pittrice Tamara de Lempicka (la donna che lo respinse nelle stanze del Vittoriale); la superba maestà di Eleonora Duse, privata della stanchezza infertale dal romanzo Il Fuoco per risorgere a divinità teatrale assoluta; la bellezza rasserenata della diva globale Lina Cavalieri; la resilienza aristocratica dell’unica, tormentata moglie Maria Hardouin di Gallese e il fascino glaciale della contessa Natalie De Goloubeff.

"La sfida," si evince dalle note di curatela della mostra, "non era la pedante fedeltà fisionomica al reperto fotografico in bianco e nero, ma la capacità di penetrare le vite di quelle donne per farne emergere l'autentica personalità, liberandole dal peso dell'egemonia maschile."

Il vernissage inaugurale, previsto per Sabato 26 settembre 2026, non sarà una tradizionale fruizione statica, ma un rito estetico interdisciplinare. Ad amplificare la potenza delle tele sarà il vibrante Omaggio a Gabriele D'Annunzio curato da due eccellenze delle arti performative: il regista e attore Ivan Raganato e la danzatrice e coreografa Sophie Guida, anime dell'A.S.D. Culturale Teatrale "Compagnia Teatrale SCENA MUTA". In un perfetto connubio tra recitazione e movimento, la prosa torrenziale e seduttiva evocata da Raganato si scontrerà con le geometrie coreutiche della Guida, dando forma fisica all'inquietudine, al tormento e, infine, all'indipendenza emotiva delle muse dannunziane.

L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.

Coordinate Sintetiche dell'Evento:

  • Titolo Esposizione: CRONACHE DANNUNZIANE …. IL FUOCO E LA CARNE! Le donne di GABRIELE D'ANNUNZIO– Personale di Paola Scialpi
  • Date e Orari: 26 Settembre 2026 – 2 Ottobre 2026
  • Location: Fondazione Palmieri, Vico dei Sotterranei 23 (Ex Chiesa di San Sebastiano), Lecce
  • Evento Inaugurale: Vernissage multidisciplinare con performance teatrale di "Scena Muta"
  • Accessibilità: Ingresso Libero
  • Catalogo : I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

Informazioni Biografiche

Paola Scialpi: Nata a Sannicola (LE) nel 1951, già docente presso il Liceo Artistico di Lecce. Con oltre quattro decenni di mostre internazionali e sperimentazioni cromatiche audaci (dai cicli "Tracce di quotidianità" all’innovativa sottrazione della mostra "0.15"), è considerata una delle firme più autorevoli e storicizzate dell'arte pugliese contemporanea.

Scena Muta: Istituita nel 1990 da Ivan Raganato, la compagnia sviluppa progetti di avanguardia teatrale e formazione coreutica a Copertino (LE), distinguendosi per la rigorosa contaminazione dei linguaggi scenici.

 

INFO FONDAZIONE PALMIERI

https://fondazionepalmieri.it/contatti/

Per chi volesse sentire l’artista Paola Scialpi mail – paolascialpi@gmail.com

 





I «passages» di Parigi di Walter Benjamin a cura di Rolf Tiedemann e Enrico Ganni (Einaudi)

 



















Opera incompiuta alla quale l'autore lavorò per tredici anni, "I passages di Parigi" si presenta come affascinante espressione di quella continua proliferazione dei materiali e infinita esplorazione del reale storico che è una delle chiavi di lettura della modernità. Combinando testi, intuizioni ed elaborazione teorica, e lasciando quest'ultima programmaticamente in secondo piano, Walter Benjamin si propone di risalire alle origini dell'epoca moderna, studiata a partire dalla specifica realtà di Parigi come ideale centro del mondo, colta in una miriade di dettagli eterogenei e apparentemente marginali: accanto ai passages, la merce, la prostituzione, il "flâneur", il gioco, la moda, l'art nouveau, la modernizzazione urbanistica di Haussmann, il collezionismo (uno dei tanti motivi autobiografici dalla ricerca benjaminiana), ma anche Blanqui, Nietzsche, Poe e soprattutto Baudelaire, autentico nume tutelare dell'intero progetto. Con una sezione di "Testimonianze" sulla genesi dell'opera, una di "Paralipomeni" e - per la prima volta - un completo "Indice dei nomi"

lunedì 21 settembre 2026

Le origini dell'eleganza di Philippe Daverio (Solferino)

 





















«Al culmine di questo viaggio tra classicità e primordio, tra barocco e modernità, ci troviamo davanti a una verità tanto semplice quanto affascinante: l’arte è lo specchio di ciò che siamo stati, ma è anche la finestra su ciò che potremmo diventare.» Ogni epoca ha giocato il suo ruolo, ogni stile ha lasciato un frammento del proprio spirito nel grande mosaico della nostra identità collettiva. Questo libro, che raccoglie alcune delle più belle lezioni universitarie di Philippe Daverio, è un percorso tra stili e contrapposizioni, tra bellezza ed espressività, tra l’armonia classica e il gusto per la distorsione, tra l’ordine imposto e la ribellione creativa. Al centro è il concetto di eleganza, dal latino exlegere, ossia «trarre fuori», «selezionare», che indica la capacità di comunicare senza eccessi, di lasciare un’impressione profonda non con lo sfarzo, ma grazie alla qualità. Un pensiero trasversale a molte culture, declinato in forme diverse ma accomunate dallo stesso principio di essenzialità e misura. Attraverso il suo sguardo colto, analitico e a tratti giocoso, il grande gallerista ci accompagna lungo una parabola che passa dalle cattedrali gotiche ai templi greci, dai volti ieratici dell’arte bizantina alla violenta espressività di Giotto, dall’armonia classica di Raffaello alla carne opulenta di Rubens, alle deformazioni moderne di Picasso. Per arrivare a comprendere che la storia dell’arte non è un elenco di capolavori, né una sequenza di movimenti ordinati, ma una grande conversazione ininterrotta, dove ogni epoca rielabora le domande lasciate in sospeso da quelle precedenti

Per una critica del capitalismo. Attualità di Walter Benjamin

 

sabato 19 settembre 2026

Benevento, il disegno contemporaneo entra ad ARCOS: inaugurata la mostra “Another Draw on the Wall”

 

Angelus Novus di Walter Benjamin (Einaudi)

 




















Difficile collocare criticamente la figura di Walter Benjamin: la sua originalità di pensatore e la sua opera - saggi teoretici, aforismi, impressioni di viaggio, ricordi - trascendono la storia, la filosofia o la letteratura nella loro accezione corrente. Questa antologia, pubblicata per la prima volta nel 1962 da Einaudi, raccoglie i testi più rappresentativi, dai saggi filosofici "Per la critica della violenza", "Destino e carattere", "Sulla facoltà mimetica", a quelli più letterari su Baudelaire, Kafka e Goethe: tutti scritti rivelatori di una particolare forma di saggismo in cui le "affermazioni sulla vita" non possono prescindere dall'analisi di un determinato "paesaggio culturale" (il saggio sulle "Affinità elettive" diventa un trattato sull'amore e sul matrimonio nell'epoca moderna); e che mettono in luce le risorse di un laboratorio di pensiero tra i più fervidi e originali del Novecento

giovedì 17 settembre 2026

Museo regionale d'arte moderna e contemporanea di Palermo

 

Walter Benjamin. Storia di un'amicizia di Gershom Scholem (Adelphi)

Dal timore dell’altro al bullismo, dai social alla propaganda, dalla retorica della sicurezza alla guerra tra poveri, queste pagine mostrano i mattoni con cui edifichiamo muri dentro e fuori di noi. Ma indicano anche una via per abbatterli: responsabilità personale, partecipazione politica, cultura, luoghi dell’incontro, cura di sé. Perché vivere senza paura non è possibile, e forse non è nemmeno desiderabile. Il punto è imparare a governarla: riconoscere le barriere che ci isolano, ritrovare il coraggio del confronto e scegliere, ogni giorno, da che parte stare






mercoledì 16 settembre 2026

Quando l'Italia rinacque. Il nostro Rinascimento di Aldo Cazzullo (HarperCollins Italia)

 Il nuovo libro di Aldo Cazzullo è il racconto avvincente di un tempo in cui l'Italia era la superpotenza culturale del mondo. Un'eredità ancora viva ai giorni nostri.


I Medici, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Colombo, Galileo. Aldo Cazzullo prosegue il suo straordinario viaggio nella storia e conduce il lettore per mano attraverso il Rinascimento. In un'epoca segnata da guerre, intrighi e tradimenti, l'Italia vide una fioritura senza precedenti in tutti i campi del sapere umano. E con la sola forza di queste menti geniali seppe rivoluzionare il mondo, dando inizio alla modernità. La saga dei Medici. Il viaggio di Cristoforo Colombo. I più grandi artisti che l'umanità abbia mai avuto: Leonardo, Raffaello, Botticelli. Il più grande di tutti, almeno secondo l'autore: Michelangelo (a vent'anni la Pietà, a 25 il David, a trenta la volta della Sistina, e poi il Giudizio Universale, il Mosè…). Aldo Cazzullo prosegue il suo viaggio nella storia e nell'identità italiana raccontando il nostro Rinascimento. “Quando l'Italia rinacque” affronta non solo l'arte e la letteratura, ma gli eventi e i pensieri del tempo: l'uomo al centro dell'universo, l'uomo che ha fiducia in se stesso ed è artefice del proprio destino. Una grande avventura della libertà, che porta il cavallo alato dell'Ariosto sulla Luna e i navigatori a scoprire il Nuovo Mondo. E tra i grandi personaggi ci sono le donne: da Vittoria Colonna, che ispira Michelangelo, a Lucrezia Borgia, calunniata dalla leggenda nera che la trasformò in un'avvelenatrice mentre in realtà era terziaria francescana. Sino al tramonto del Rinascimento, segnato da tre tragedie: il rogo di Giordano Bruno, l'abiura di Galileo, la morte di Caravaggio





martedì 15 settembre 2026

L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica di Walter Benjamin a cura di Francesco Valagussa e con la traduzione di Enrico Filippini (Einaudi)

 























Scelto da IBS per la Libreria ideale. "L’avvento della riproducibilità tecnica e la sua diffusione mediante la fotografia segnano la possibilità di emancipare l’arte rispetto all’ambito del rituale: venendo meno i valori dell’unicità e dell’autenticità, si apre la possibilità di conferire all’arte una nuova valenza politica". Una riflessione ancor oggi attuale.

"L'importanza che Benjamin attribuiva a 'L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica' (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue 'varianti') risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell''ora del destinO' che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle più recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia." (Massimo Cacciari)

Classici della filosofia tedesca - Walter Benjamin

 

domenica 13 settembre 2026

Il bello chiama il bello. Scritti sull'arte e gli artisti di Giovanni Comisso (La Nave di Teseo)

Giovanni Comisso non è stato soltanto uno dei grandi narratori del Novecento italiano: è stato anche un osservatore acuto, libero e profondamente originale del mondo dell’arte. Questa raccolta riunisce per la prima volta i suoi scritti su pittori e scultori, restituendo nella sua interezza una dimensione finora dispersa e poco riconosciuta della sua opera. Dalle pagine giovanili nate nel clima inquieto del primo dopoguerra agli articoli della maturità, emerge una voce che rifiuta ogni specialismo e si oppone alla critica accademica per rivendicare un rapporto diretto, istintivo e quasi fisico con le opere. Per Comisso l’arte non è oggetto di interpretazione, ma esperienza vissuta: incontro, memoria, emozione. Al centro di questi scritti si muove una costellazione di figure decisive del Novecento – da Arturo Martini, guida e maestro, a Filippo de Pisis, da Gino Rossi a Giorgio de Chirico – osservate sempre nella loro dimensione più viva e personale, fuori da ogni schema storico o ideologico. Ne nasce un racconto dell’arte come teatro di individualità, fatto di incontri, passioni, prese di posizione, talvolta di scontri. Questa edizione, fondata su un accurato lavoro filologico, ricostruisce per la prima volta il percorso di Comisso scrittore d’arte, restituendo testi rari, dispersi o difficilmente reperibili e collocandoli nel loro contesto originario. Ne emerge un itinerario coerente e sorprendente, in cui letteratura e arti visive si intrecciano fin dagli esordi, delineando una delle esperienze più singolari del Novecento italiano. Non solo una raccolta di scritti sull’arte dunque, ma la scoperta di uno sguardo: quello di uno scrittore che ha saputo trasformare la critica in racconto, e l’incontro con le opere in una forma di vita





sabato 12 settembre 2026

Monet a Venezia. Ediz. italiana e inglese Elena Marchetti (Electa)






























Il volume a cura di Elena Marchetti raccoglie i saggi e le lezioni della masterclass tenutasi a giugno 2025 e promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia - MUVE Academy. Il tema è un capitolo ancora poco esplorato della carriera di Claude Monet: il soggiorno veneziano nel cuore dell'autunno del 1908. Quello tra Monet e la città di Venezia fu un incontro tardivo e folgorante, da cui nacquero trentasette dipinti e uno slancio nuovo, che avrebbe segnato l'ultima, libera stagione della sua pittura, fino alle grandi Ninfee. Otto saggi di esperti internazionali ripercorrono gli itinerari veneziani dell'artista, si soffermano sui luoghi dove posò il cavalletto e sui palazzi che lo ospitarono, ricostruiscono l'effervescente clima culturale di inizio Novecento e risalgono alla lunga tradizione di pittori stranieri che, prima di lui, avevano fatto di Venezia un mito moderno.ò il cavalletto e sui palazzi che lo ospitarono, ricostruiscono l'effervescente clima culturale di inizio Novecento e risalgono alla lunga tradizione di pittori stranieri che, prima di lui, avevano fatto di Venezia un mito moderno.

Qui era tutto mare. Nuovi scritti sull'arte e sugli artisti di Luca Bertolo (Quodlibet)

 




















«Qui era tutto mare è il titolo di un quadro che il suo autore, Jacopo Casadei, uno dei migliori titolisti in circolazione, mi ha gentilmente concesso di usare per questo libro che raccoglie un’ampia selezione dei miei scritti pubblicati tra il 2019 e il 2026. Più che spiegare, descrivere o giudicare, questi testi cercano, ognuno a suo modo, di prolungare l’incantesimo dell’incontro con opere, artisti e mostre. Ho voluto includere in questa raccolta anche alcune voci di artisti, critici e curatori con cui sono stato in dialogo. Ogni autentico dialogo – e lo è, per strano che possa sembrare, anche quello tra un’opera e il suo autore – implica l’ascolto, che conduce inevitabilmente a una parziale riconfigurazione delle proprie idee, modi, ritmi. Si procede assieme per un tratto di sentiero, osservando il paesaggio e decidendo, a ogni bivio, dove e come proseguire. Prefazione di Elena Volpato

venerdì 11 settembre 2026

Il codice della passione. Bellini e Mantegna allo specchio a cura di Daniele Ferrara, Alessandro Giovanardi (NFC Edizioni)

 


















Rimini ritrova oggi la sua Pietà di Bellini. Nuova non perché diversa, ma perché un restauro rigoroso e paziente ne restituisce la leggibilità, la profondità, la straordinaria qualità pittorica, riportandola idealmente al suo anno uno. E con Il codice della passione. Bellini e Mantegna allo specchio anche la città rinnova il proprio sguardo su se stessa: non necessariamente più forte, ma certamente più consapevole del posto che occupa nella storia dell’arte e della cultura. Il nostro ringraziamento va alla Fondazione Venetian Heritage, a CBC Conservazione Beni Culturali, alla Dottoressa Lucia Tito, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e ai responsabili dei Musei Comunali di Rimini. Il loro lavoro ha reso possibile non soltanto il recupero di un capolavoro, ma anche un progetto che apre nuove prospettive, sempre guidati dalla stessa bussola: l’arte, come ogni autentica ricerca, nasce dall’irrequietudine. È la stessa irrequietudine che continua ad alimentare il nostro desiderio di conoscere, custodire e immaginare il futuro

mercoledì 9 settembre 2026

Officina ferrarese. Seguita dagli «Ampliamenti» e dai «Nuovi ampliamenti» di Roberto Longhi (Abscondita)

 A determinare il fascino dell’Officina ferrarese è il senso, da cogliere tra le righe, di drammatico sbigottimento per un patrimonio artistico straordinario che la fine del ducato estense (1598) aveva portato irrimediabilmente a distruggere o a disperdere e di cui la mostra della «Pittura ferrarese del Rinascimento» – allestita nel 1933-1934 nelle sale del palazzo dei Diamanti a Ferrara – non aveva potuto fornire che un pallido riflesso. Oserei dire che questo aspetto si coglie anche laddove la scrittura acquista un tono volutamente ridondante e visionario. Certo, per il frequente ricorso a metafore di tipo minerale – a proposito di Tura: «una natura stalagmitica; un’umanità di smalto e di avorio con giunture di cristallo» –, Longhi si mostra debitore nei confronti degli Italian Painters of the Renaissance di Bernard Berenson, che da ragazzo si era persino offerto di tradurre. Ora però un tale linguaggio non si risolve in un ricalco né in un virtuosismo fine a sé stesso, ma diviene lo strumento per restituire un mondo unico e irripetibile nella sua sontuosità. Per usare parole che la nostra epoca ha ridotto a slogan, la conoscenza del fatto artistico è alla base, per Longhi, della sua tutela e della sua valorizzazione. Con uno scritto di Daniele Benati




martedì 8 settembre 2026

DK Grandi città. Storie e immagini di luoghi indimenticabili, dalla fondazione a oggi (Gribaudo)

La città, con i suoi abitanti, il suo commercio, la sua arte, la sua identità mutevole e allo stesso tempo persistente, rappresenta il cuore della storia dell'uomo da oltre 7.000 anni. Sfogliando queste pagine percorriamo le strade di 100 città celebri, dall'antica Roma a New York, da Costantinopoli a Dubai, grazie anche alle splendide immagini, alle storie dei loro abitanti e agli aneddoti che hanno reso ogni luogo indimenticabile e, proprio per questo, eterno





martedì 1 settembre 2026

Giotto di Roger Fry a cura di Laura Cavazzini (Abscondita)

 




















«È difficile resistere alla tentazione di affermare che Giotto fu il più grande artista che sia mai vissuto, frase questa usata a proposito di troppi maestri per conservare il suo pieno significato enfatico. Ma egli rappresenta, perlomeno, il più prodigioso fenomeno in tutta la storia dell'arte a noi nota. L'aver creato quasi dal nulla, il crudo realismo di Cimabue temperato dall'esausta compiutezza dei bizantini, un'arte in grado di esprimere tutta la gamma delle emozioni umane; l'aver trovato quasi senza guida il modo di trattare il materiale grezzo della vita stessa in uno stile così diretto, così duttile all'idea, e al tempo stesso così essenzialmente grandioso ed eroico; l'aver colto intuitivamente quasi tutti i princìpi rappresentativi, per stabilire i quali, scientificamente, occorsero due secoli di continue ricerche; l'aver compiuto tutto questo è, senza dubbio, una prova meravigliosa, superiore a quella che un qualsiasi altro artista abbia mai dato».

sabato 29 agosto 2026

La «Guernica» di Pablo Picasso. Ascesa e oblio di un classico. Ediz. illustrata di Luca Nannipieri Castelvecchi, 2026

 



















1974, MoMA di New York. Un uomo si avvicina alla Guernica di Pablo Picasso e vi spruzza sopra una scritta rossa: Kill lies all. Da quell’atto vandalico – clamoroso, sacrilego, politico – prende avvio questo libro sorprendente, che non è soltanto una storia della Guernica, ma una riflessione radicale sul destino delle opere d’arte e sul rapporto che gli esseri umani intrattengono con ciò che considerano sacro. Perché si colpisce un capolavoro e non un oggetto qualsiasi? Perché alcune immagini attraversano i secoli mentre altre scompaiono? E cosa accade quando anche un classico ritenuto assoluto come la Guernica comincia lentamente a entrare nell’oblio? Attraversando filosofia dell’arte, antropologia del sacro e storia culturale, Luca Nannipieri costruisce un saggio originale che interroga il potere simbolico delle immagini e l’impermanenza dei classici. La Guernica diventa così un caso di studio per comprendere non solo il Novecento, ma il modo in cui le civiltà consacrano, venerano, consumano e infine dimenticano le proprie icone. Un libro che parla di Picasso, ma soprattutto di noi: della nostra necessità di creare miti, di distruggerli e di continuare, ostinatamente, a cercare nelle immagini qualcosa che sopravviva al tempo

venerdì 28 agosto 2026

San Siro 1926-2026. I 100 anni della «Scala del calcio» di Francesco Bogliari (Mind Edizioni)

 Il 19 settembre 1926 veniva giocata la prima partita nello stadio voluto da Piero Pirelli per dare una casa adeguata al Milan. Poi l’impianto crebbe con un sistema “a matrioska”, cioè la nuova struttura ampliata si appoggiava su quella precedente e la inglobava. Diventato presto la “Scala del calcio” per l’eccezionalità della sua architettura e per la qualità delle partite che vi si giocavano e vi si giocano tuttora (dal 1947 divenne la casa anche dell’Inter), San Siro è stato ed è non solo un simbolo sportivo di Milano ma anche un “soggetto forte” al centro di interessi politici, economici e finanziari. Una storia insieme rigorosa e appassionante, che mette insieme sport, architettura e politica, cultura, costume e società, passando dal fascismo al dopoguerra, fino alla “Milano da bere” e a quella del grande sviluppo immobiliare-finanziario dei nostri giorni. Una storia che dovrebbe concludersi con l’abbattimento programmato per il 2031, dopo la vendita a Inter e Milan avvenuta nel novembre 2025. Il volume è basato su ricerche e materiali d’archivio e giornalistici e illustrato con oltre 250 foto d’epoca nell’arco di 100 anni





mercoledì 26 agosto 2026

Introduzione al disegno industriale. Linguaggio e storia della produzione in serie di Gillo Dorfles (Einaudi)

 Un classico del design italiano che, con la consueta lucidità di Gillo Dorfles, introduce ai principi del disegno industriale e offre strumenti preziosi per comprendere il rapporto tra progetto, funzione ed estetica.


«La prima redazione di questo libro risale al 1963, e da allora molte cose sono cambiate nei processi produttivi, prima fra tutte la comparsa dei sistemi Cad (computer-aided design) in tutti i settori ideativi, dall'architettura alla grafica: il disegno non piú fatto con riga e squadra, bensí attraverso una progettazione digitale che permette non solo di rappresentare l'oggetto, ma di ruotarlo nello spazio, simularne l'effetto finale e sperimentare materiali, texture e illuminazioni. Questo cambio di strumenti ha comportato una mutazione nei linguaggi e negli stili: pensiamo alla diffusione delle forme bombate nelle scocche di auto ed elettrodomestici, favorita dalla facilità con cui il computer ne consente la modellazione. A questo si aggiunga, in anni piú recenti, la comparsa delle stampanti 3D, che hanno reso la prototipazione molto piú agile e rapida. Il digitale ha reso i diversi passaggi piú precisi, veloci ed efficienti, e il salto quantitativo si è ben presto tradotto in un diverso tipo di risultato. Insomma, il grande mutamento che ci separa dalle parole di Dorfles è stato l'introduzione del computer non solo nella fase industriale, nello stampaggio, ma nel momento dell'ideazione [...]. Eppure, la lezione di Dorfles resta uno di quei testi da cui non si può prescindere. Il merito è anzitutto nel talento analitico dell'autore, capace di isolare quei pochi concetti davvero "da sapere" e che restano validi, ancora oggi, per chiunque voglia misurarsi, in teoria o in pratica, con la progettazione su grande scala. C'è difatti una domanda che accompagna il lettore lungo tutto il libro: a quali condizioni possiamo dire che qualcosa appartiene al regno del disegno industriale? Domanda essenzialista e quanto mai stringente in un mondo in cui tutto sembrerebbe ormai ideato e realizzato industrialmente». (Riccardo Falcinelli)





MILANO (ITALIA)