«Ho qui voluto primariamente spiegare cosa sia la bellezza; giacché le opinioni grandemente divergono su tale materia. Secondariamente spiegare il gusto; poiché la maggior parte di coloro che hanno scritto su tale argomento, non hanno saputo dire con chiarezza per quale ragione la parola gusto venga usata parlando di pittura. Infine ho cercato di addurre esempi tali che mi dessero motivo di parlare di tutte le regole dell’arte. Va detto che tutti quegli aspetti che io esalto e lodo nei pittori sommi, devono essere considerati norme ed esempi da imitare». Così il pittore Anton Raphael Mengs (1728-1779), uno dei massimi rappresentanti della cultura artistica del Settecento, si esprime sul suo Pensieri sulla bellezza. Questo libro, scritto nel 1762 a Roma in stretto contatto con l’amico Winckelmann, è uno dei testi capitali del Neoclassicismo, e conobbe un enorme successo in tutta Europa, procurando al suo autore la singolare fama di «pittore filosofo».
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un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale
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