T.A.Z. Weblog Party

un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale

giovedì 25 giugno 2026

Scritti e pensieri sull'arte di Henri Matisse (Abscondita)

 «Ogni arte degna di questo nome è religiosa. Ecco una creazione fatta di linee, di colori: se questa creazione non è religiosa, non esiste. Se questa creazione non è religiosa, si tratta soltanto di arte documentaria, arte aneddotica... che non è più arte. Che non ha niente a che fare con l’arte. Arriva in un certo periodo della civiltà, per spiegare e mostrare alla gente senza educazione artistica cose che potrebbe notare senza che ci fosse il bisogno di dirgliele. Gli spettatori sono pigri di spirito. Bisogna metter loro sotto gli occhi un’immagine che lasci dei ricordi e li trascini anche un po’ di più in là... Ma quella è un’arte di cui adesso non abbiamo più bisogno. Quel tipo d’arte è sorpassato. Voglio che i visitatori della cappella di Vence provino un sollievo spirituale. Che, anche senza essere credenti, si trovino in un ambiente dove lo spirito s’innalza, il pensiero s’illumina, il sentimento stesso si fa più leggero. Un quadro che non generasse quel sentimento, non esisterebbe. Un quadro di Rembrandt, del Beato Angelico, un quadro di un buon artista, suscita sempre questa specie di sentimento d’evasione e di elevazione spirituale. Non è perché il quadro è un quadro da cavalletto che può sfuggire a questa necessità. Un quadro da cavalletto, cos’è poi un “quadro da cavalletto”? È una pittura che si tiene in mano, se volete. Ma questa pittura deve trascinare lo spirito dello spettatore molto più in là del quadro. Io non concepisco una pittura sprovvista di questa qualità. Altrimenti è un’immagine»




mercoledì 24 giugno 2026

Mollino A-Z a cura di Fulvio Irace e Sergio Pace (Electa)

 Electa prosegue la sua collana di monografie sulle grandi figure eclettiche della cultura contemporanea con il titolo dedicato a Carlo Mollino (1905-1973), uno tra i protagonisti più sfuggenti e affascinanti del Novecento italiano. Il volume, curato da Fulvio Irace e Sergio Pace, è animato dall'ambizione di sottrarre Mollino alla mitologia consolidata che lo ha spesso ridotto a figura stravagante e isolata attraverso 68 lemmi, affidati a 34 studiose e studiosi, ognuno dei quali è il tassello di un mosaico che attraversa non solo l'opera dell'architetto torinese, ma anche il suo universo personale, culturale e relazionale. Ogni voce è uno specchio - in omaggio a uno degli elementi essenziali degli arredi di Mollino - che riflette un aspetto diverso della sua identità (architetto, designer, fotografo, scrittore, pilota, scenografo) e insieme ne rivela le ossessioni: dalla montagna al volo, dalla cultura visiva al mito di Torino. Ne emerge un ritratto polifonico, in cui convivono interessi, amicizie, idiosincrasie e ossessioni. Il volume è accompagnato da un apparato iconografico essenziale ma significativo, che documenta la varietà della produzione molliniana tra architettura, design, fotografia e cultura visiva




Giudizio sul Duecento. Seguito da «Prima Cimabue, poi Duccio» e «Giotto spazioso» di Roberto Longhi (Abscondita)

 «A noi soltanto interessa conoscere come, di fronte all’abbaco meccanico dell’oriente, che dell’antichità ha conservato qualche astuzia artigiana ma ha perso affatto la pressione sentimentale, stia invece quella macerazione romanzesca dei mirabilia del mondo antico entro il sentire violento, la forma pateticamente inclinata dei romanici d’occidente fra cui figurano, ciascuno a suo modo, anche i pochi grandi dugentisti italiani. Ed è al punto del loro esito, tremendamente desolato nella sua grandezza, che si pone ed apre il problema, ormai non tanto stilistico quanto mentale, e in tutto spirituale, di Giotto giovane: un problema da non conchiudersi che con il rinnegamento della tristezza storica di quella cultura; con un congedo definitivo dall’“Ytalia” vetusta e rovinosa dipinta da Cimabue nella volta di Assisi».




martedì 23 giugno 2026

Breviario di etica artistica. Arte, persone, istituzioni di Armando Punzo e Rossella Menna (Luca Sossella Editore)

 A partire dal carcere come campo d’indagine, questo libro apre una riflessione più ampia sul rapporto tra arte e istituzioni proponendo un breviario di principi, pratiche e scelte attraverso cui l’arte può misurarsi con il potere senza lasciarsene definire.


Il principio della committenza nell’arte non è mai scomparso. Se non è più dei Papi o dei Principi è della politica, dei mercati, o comunque della realtà, dei suoi dettami su ciò che si deve o non si deve considerare come urgente, necessario, attuale. La committenza è dei codici invisibili del consenso. La distinzione allora non è tra artisti puri e impuri, tra chi si dichiara libero senza davvero esserlo e chi è sfacciatamente integrato, al servizio del potere di turno. La distinzione è tra chi intimamente si conforma al mondo in cui agisce e chi trova un modo per andarsene restando




lunedì 22 giugno 2026

Tessuti. From fabric to fashion. Ediz. italiana e inglese di Carlotta Sadino (Ulrico Hoepli)

 Una guida per leggere e utilizzare i tessuti come vero linguaggio del progetto; un sistema di lettura fondato su struttura, uso, interpretazione e contesto per analizzare e selezionare i materiali in modo consapevole. Pensato per studenti e professionisti della moda, ma accessibile anche a lettori non specialisti, il volume mette in relazione materiali, processi produttivi e posizionamento di mercato, con particolare attenzione al segmento del lusso, dove qualità e adattabilità sono determinanti. L’accurata selezione di tessuti provenienti da aziende italiane è documentata attraverso un ampio repertorio fotografico che ne evidenzia sia le caratteristiche tecniche sia il valore estetico. La presentazione bilingue (inglese/italiano) dei testi ne favorisce inoltre l’utilizzo in un contesto internazionale




domenica 21 giugno 2026

Neurodesign. Le neuroscienze applicate all’interior e al product design di Luca Vivanti (Ulrico Hoepli)

 L’essenziale non si vede. Ma è ciò che guida ogni scelta. Questo libro rivoluziona il modo di intendere il design, portando al centro ciò che davvero conta: il funzionamento della mente umana. Il Neurodesign nasce dall’incontro tra progettazione e neuroscienze e offre una chiave nuova per comprendere come percepiamo, ricordiamo e viviamo spazi e oggetti. Non si tratta solo di forma o funzione, ma di emozioni, stimoli sensoriali e processi inconsci che determinano l’esperienza. Attraverso un percorso che unisce teoria e applicazione, il volume mostra come tradurre le neuroscienze in strumenti concreti per progettare in modo più efficace. Una guida per chi vuole andare oltre l’estetica e costruire esperienze capaci di lasciare un segno. Perché il design, quando funziona davvero, è mente che diventa forma




lunedì 8 giugno 2026

Museo di San Marco. La guida di Elisabetta Berti, Marco Mozzo (Electa)

 La guida dedicata al Museo di San Marco rappresenta un prezioso strumento per tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla conoscenza di uno dei luoghi più suggestivi e spiritualmente intensi del Rinascimento italiano, fondamentale per la storia artistica e culturale di Firenze. Fondato dalla Congregazione Silvestrina, il complesso venne profondamente rinnovato nel XV secolo da Michelozzo per volontà di Cosimo il Vecchio, divenendo avamposto cittadino dei domenicani osservanti. A quest'ordine appartenne Fra Giovanni da Fiesole, noto come Beato Angelico, assoluto protagonista della decorazione quattrocentesca del convento, cui si devono prove pittoriche tra le più alte della cultura figurativa del tempo. Accanto alla sua figura ineludibile e ai suoi capolavori, il lettore potrà scoprire anche la ricchezza delle altre collezioni qui custodite: il suggestivo Museo lapidario, le opere di Fra Bartolomeo, di Ridolfo del Ghirlandaio, della pittrice suor Plautilla Nelli, anch'essa domenicana, e i preziosi codici miniati della biblioteca. Grazie ai testi di Elisabetta Berti e Marco Mozzo, unitamente a un ricco apparato illustrativo, questa guida accompagna il lettore alla scoperta del Museo di San Marco così come si presenta oggi, alle soglie del terzo millennio: un luogo vivo, capace di coniugare la memoria del suo passato con la vitalità del presente





domenica 7 giugno 2026

Non chiamarla arte. 10 modi per esprimere l'artista che è in te di Austin Kleon (Vallardi A.)

 Un manifesto di ribellione gioiosa, un invito irresistibile a creare idee e cose, semplicemente, senza chiamarle arte


Creare è gioia, gioco, libertà: con la leggerezza di un bambino esprimi l’artista che è in te e se il modo più semplice per essere artisti fosse smettere di chiamarla «arte»? Dieci lezioni di libertà creativa a partire dallo sguardo senza giudizio dei bambini. Perché la creatività è gioco, esplorazione, tentativi continui più che risultati perfetti: per riscoprire lo stupore, liberarti da ciò che ti frena e ritrovare il coraggio di sperimentare, sbagliare, ricominciare





Scritti e pensieri sull'arte di Henri Matisse (Abscondita)

  «Ogni arte degna di questo nome è religiosa. Ecco una creazione fatta di linee, di colori: se questa creazione non è religiosa, non esiste...

MILANO (ITALIA)