Le recenti migrazioni e le dinamiche della globalizzazione hanno trasformato le società urbane europee in organismi sempre più plurali e complessi. Persone provenienti da contesti culturali e religiosi differenti hanno contribuito a ridisegnare il paesaggio sociale delle città, portando con sé nuove energie, tensioni e forme di convivenza. Anche in Italia, questa trasformazione ha profondamente inciso sulla dimensione urbana, generando una molteplicità di presenze e pratiche che si riflettono nello spazio della città. Chiese cristiane di diverse confessioni, moschee, sinagoghe, templi buddhisti, induisti e sikh animano il tessuto urbano, ma frequentemente si mimetizzano nel paesaggio costruito, fino a diventare paradossalmente invisibili. Questi luoghi di culto raccontano però storie potenti e contraddittorie di appartenenza e aggregazione. Roma rappresenta un caso emblematico di questa complessità
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un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale
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