«A noi soltanto interessa conoscere come, di fronte all’abbaco meccanico dell’oriente, che dell’antichità ha conservato qualche astuzia artigiana ma ha perso affatto la pressione sentimentale, stia invece quella macerazione romanzesca dei mirabilia del mondo antico entro il sentire violento, la forma pateticamente inclinata dei romanici d’occidente fra cui figurano, ciascuno a suo modo, anche i pochi grandi dugentisti italiani. Ed è al punto del loro esito, tremendamente desolato nella sua grandezza, che si pone ed apre il problema, ormai non tanto stilistico quanto mentale, e in tutto spirituale, di Giotto giovane: un problema da non conchiudersi che con il rinnegamento della tristezza storica di quella cultura; con un congedo definitivo dall’“Ytalia” vetusta e rovinosa dipinta da Cimabue nella volta di Assisi».
T.A.Z. Weblog Party
un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale
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