Questo volume ha l'ambizione di colmare un vuoto, ossia di offrire un panorama ampio e dettagliato della pittura del Seicento del Lazio meridionale, su cui mancava uno studio complessivo. Si tratta infatti del primo repertorio dei pittori autoctoni di quel territorio, che comprende le schede di 110 pittori, per la massima parte totalmente inediti, distribuiti nelle odierne province di Roma, Frosinone e Latina. Da questa vasta indagine – avviata dalla riscoperta del pittore Orazio Zecca – è scaturita un'immagine assai diversa della zona in esame, e per molti versi insospettabile: non più periferia depressa e terra di conquista degli artisti dell'Urbe, bensì luogo di frontiera caratterizzato da un mercato artistico ricco e vivace, in mano soprattutto ai pittori locali, tra i quali non mancarono grandi personalità come il Cavalier d'Arpino e Sebastiano Conca, con i loro numerosi seguaci
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un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale
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L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica di Walter Benjamin a cura di Francesco Valagussa e con la traduzione di Enrico Filippini (Einaudi)
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