La mostra Davide Stucchi. Temporary Rooms, aperta al pubblico fino al 4 ottobre 2026, è una riflessione sull'abitare contemporaneo sviluppata attraverso quattro riconfigurazioni allestitive, ciascuna delle quali dà forma nel tempo a un ambiente domestico. Dopo il bagno e il salotto, il terzo spazio ad attivarsi è la camera da letto.
Le due finestre in PVC di Handle me with care (Night Shift) del 2026 riposano nel letto della stanza, come se l’architettura stessa avesse bisogno di fermarsi durante la notte. La serie del 2023 composta da CENSURED, add, more, milk and honey, 4giveness e da Je suis, Open, ECO, AMEN, PLEASE trasforma grucce per abiti trovate in strutture simili a casse toraciche. Le parole che le attraversano si ricompongono come brevi haiku, lasciando emergere un lessico frammentario sospeso tra desiderio, intimità e linguaggio quotidiano. La maniglia Does it open inward or outward? del 2026, privata della porta a cui apparteneva, conserva soltanto il dubbio sulla direzione del passaggio. One nightstand (Twice) del 2026 immagina invece che due comodini su rotelle si trasformino in un mobile domestico come un incontro temporaneo e continuamente reversibile. Le due opere Laces with no traces del 2023 uniscono infine degli sgocciolatoi per pittura muraria alle stringhe di scarpe da lavoro, costruendo un nodo tra due strumenti che appartengono allo stesso universo domestico, ma che raramente si incontrano. In Sassy LED del 2025, un pannello LED viene rivestito da una veneziana in PVC che ne filtra la luce, dichiarandone ironicamente l’inutilità e lasciando che l’illuminazione sopravviva soltanto come una presenza attenuata.
Le opere imballate e non ancora esposte vanno a comporre inoltre una sorta di paesaggio urbano, destinato a mutare insieme al progressivo ricambio dei lavori presenti nello spazio.
Seguirà la cucina dal 15 settembre.
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