Nel 1933, anno di svolta per i rapporti tra l'Italia fascista e la Germania nazista, si intrecciarono tra questi paesi fitte trame di scambi artistici e culturali. In questo volume, Laura Moure Cecchini analizza come l'arte contemporanea sia stata uno strumento di diplomazia e di propaganda, aiutando a definire l'identità dei due regimi sul piano internazionale. Attraverso la ricostruzione di alcune esposizioni chiave organizzate in quell'anno in Germania ed Italia—dalla "Piccola «Biennale»" itinerante in varie città tedesche alla "Sala italiana" alla Nationalgalerie di Berlino, dalla presenza del Bauhaus alla V Triennale di Milano fino alla "Mostra d'Arte Germanica" di Firenze, prima esposizione di arte del nazismo fuori dalla Germania—l'autrice svela le sinergie tra critici, artisti, diplomatici e funzionari italiani e tedeschi. Il libro mette in luce come queste iniziative abbiano veicolato all'estero un'immagine sapientemente orchestrata dei rispettivi paesi, anticipando e consolidando la futura alleanza politica tra Benito Mussolini e Adolf Hitler
T.A.Z. Weblog Party
un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale
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