Che siano quelli delle ville in campagna o degli spazi cittadini, i giardini sono il fulcro di vasti sistemi territoriali, all’incrocio tra mondo della natura e artefatti culturali. La loro fisionomia si è di volta in volta evoluta in base alle civiltà, alle epoche, alle correnti artistiche e allo sviluppo delle innovazioni tecniche, biologiche o idrauliche. Hervé Brunon propone un nuovo modo di considerare gli elementi qualificanti di una forma di creazione le cui origini risalgono al Neolitico, accompagnandoci in un percorso che segue idealmente le diverse fasi dell’elaborazione di un giardino: il ventaglio di protagonismi, maestranze e saperi implicati; le diverse fisionomie di spazi, stilemi, scale; la dialettica serrata, nelle diverse culture e fasi storiche, con terra, acqua, animali reali e simbolici, inventiva e variabilità delle piante. Fino ad arrivare alle forme di conservazione di una biodiversità coltivata e alle prospettive che ci proiettano in un’epoca di crisi ecologiche dove è più importante che mai conoscere e coltivare il nostro giardino
T.A.Z. Weblog Party
un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale
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