L’attività grafica strepitosa e non convenzionale di Pietro Faccini, peraltro ben più estesa e rappresentativa di quella pittorica, è l’oggetto di questa innovativa monografia, che affonda le proprie radici nel materiale raccolto da Mario Di Giampaolo. Profondo conoscitore del disegno antico, egli iniziò la ricognizione di fogli conservati in raccolte pubbliche, sul mercato antiquario o in collezioni private. Sono state così restituite alla mano di Pietro Faccini molte opere attribuite in precedenza ad anonimi o inserite in inventario con assegnazioni diverse, spesso ascritte ad artisti parimenti emiliani, come Cavedone, ma soprattutto bolognesi, come Annibale Carracci, con il quale il segno di Faccini è stato per lungo tempo confuso. In particolar modo, grazie soprattutto alla collaborazione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, è stato possibile raccogliere un vasto corpus di opere, qui finalmente collocate in una metodica e precisa sistemazione, in grado di donare il giusto rilievo alle straordinarie doti dell’artista
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Pietro Faccini (Bologna, 1562-1602) di Mario Di Gianpaolo , a cura di Donatella Cingottini, Nicolas Schwed (Editori Paparo)
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