Questo libro tenta di ripercorrere i momenti più significativi della storia di un'Idea affascinante e per molti versi carica di mistero. Nata e affermatasi fin dall'antichità classica come Proposizione Totalizzante della Natura e dell'Universo, la "giusta Proporzione" diviene sinonimo di Bellezza, o di Mito della Bellezza. Ma, a un certo punto della sua storia, il Mito entra in conflitto con l'affermarsi della Ragione e del Progetto. Ne scaturiscono profondi turbamenti personali e collettivi nelle coscienze più avvertite, costrette a scegliere o mediare tra più Autorità: la Tradizione classica, rappresentata da Vitruvio e dagli edifici antichi, il Misticismo religioso, che dal Medioevo in poi si associa all'Idea di Proporzione, e le ragioni della Scienza moderna. L'Idea di Proporzione sembra perdere la sua centralità, relegata com'è nel più assoluto relativismo, seguendo così la sorte dell'Idea stessa di Bellezza. Poi, quasi inaspettatamente, risorge dalle sue stesse ceneri e deprivata di ogni connotazione metafìsica, torna a riproporsi come "Regola certa", idea salvifica dell'umanità, a difesa della Ragione dagli orrori del disordine mentale e materiale. Ma, nel confronto con la realtà della produzione umana, l'Idea di Proporzione è di nuovo destinata a fallire: Le Modular di Le Corbusier sembra esserne, almeno per ora, l'ultima espressione
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un nuovo "territorio mentale", che elude le normali strutture di controllo sociale
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