T.A.Z. Weblog Party
giovedì 3 aprile 2025
mercoledì 2 aprile 2025
MACIUNAS: SCRITTI FLUXUS (Un Architetto, attivista, artista, forse, anche, etc…) *Donato Di Poce
George Maciunas (Kaunas (Lituania),
1931- Boston, 1978.
Lituano trasferitosi in America
dopo la guerra e laureatosi in Architettura non era uno scrittore, era
innanzitutto architetto, designer, pianificatore sociale, idealista, grafico,
redattore, direttore creativo, artista concettuale, attivista, ma certamente è
stato il padre fondatore e promotore di un (non)movimento d’avanguardia,
utopistico, collettivizzante, sovversivo, ironico goliardico, innovatore,
plurilinguistico, internazionale, antiaccademico qual era Fluxus.
Fluxus
è stato definito
come movimento o (non)movimento, comunità o network di
artisti, musicisti e grafici “caratterizzato da una totale apertura del
linguaggio artistico a tutti i materiali del mondo e a tutti i flussi
dell’esistenza”, attivo soprattutto negli anni Sessanta e Settanta tra
Europa e Stati Uniti. Ma Fluxus era in realtà un laboratorio di intermedia, creatività sociale,
arte e musica. Prima di
Internazionalizzarsi in Germania, Francia, Italia e Giappone, Storicamente il
movimento Fluxus era intimamente connesso a New York con attività di
mostre alla A/G Gallery di George Maciunas in Madison Avenue nell'Uptown di New
York. Maciunas, era decisamente un uomo e artista anti-sistema, anti-mercato, e
anche in un certo senso anti-arte. Scriveva:
“Manifesto Arte/Arte
Divertimento Fluxus:
L’arte-divertimento deve essere
semplice, divertente, senza pretese, interessata alle insignificanze, non deve
richiedere abilità o prove infinite, non deve avere valore commerciale o
istituzionale.
Il valore dell’arte-divertimento
deve essere abbassato, rendendola illimitata, prodotta in serie, raggiungibile
da tutti e, infine, fatta da tutti.”
Soprattutto, come Ray Jonson per la Mail Art, e Higgins con
il concetto di Intermedia, è stato un “connettore” di persone, idee, eventi, mostre,
manifesti, performance.
George Maciunas, all’interno
della Galassia Fluxus interpreta la parte di un moderno Marinetti, André
Breton, con tocchi di Tristan Tzara, Duchamp e Le Corbusier. Insomma era un
Uomo generoso, eccentrico e geniale che sapeva coniugare, godere e onorare allo
stesso modo il bello, il nuovo, il sublime e il ridicolo. Lo fa con grande
energia vitale e spesso decisionismo ideologico-organizzativo che lo metteva in
conflitto, suscitando malumori, dissidi, epurazioni con i suoi amici, artisti, sodali
e compagni di strada come Dick Higgins (Il più teorico studioso e
artista visivo del movimento che inventò il concetto di fondamentale e storico
di INTERMEDIA), Nam June Paik, La Monte Young, Tomas Schmit.
Ma l’elenco degli artisti e
delle artiste che a vario titolo ruotava nell’orbita del movimento Fluxus era
molto vario; tra i più noti troviamo oltre ai tre sopra citati, Cage, Ay-O,
Al Hansen, Eric Andersen, George Brecht, Giuseppe Chiari, Robert Filliou, Henry
Flynt, Ray Johnson, Allan Kaprow, Alison Knowles, Shigeko Kubota, Yoko Ono, Ben
Patterson, Takako Saito, Mieko Shiomi, Tomas Schmit, Gianni Emilio Simonetti,
Ben Vautier, Wolf Vostell, Robert Watts, Yoshi Wada.
Il libro, meritorio e necessario
dedicato ai suoi scritti (Scritti Fluxus. A cura di Patrizio Peterlini e
Angela Sanna, Abscondita, Milano 2023), ha tra gli altri il merito di documentare
i manifesti, le Fluxusbox, i diagrammi, le lettere e le newsletter che Maciunas
inviava ai membri di Fluxus e ai simpatizzanti ed è una chiara testimonianza
dell’urgenza e utopia collettivista e creAttiva che animava Maciunas e la sua
idea di arte come flusso di energie creative libere e socializzate.
Questo libro, nato in occasione
del sessantesimo anniversario di Fluxus, (che sosteneva l’idea base che: «Tutto
può essere arte e chiunque può farla”), ha il merito di invitarci a
prendere sul serio un artista e un attivista provocatorio e giocoso per il
quale, paradossalmente, era importante non prendersi sul serio, ed a guardare
con più attenzione alla galassia Fluxus attraverso koan, documenti e foto
d’epoca.
In uno dei testi teorici dal
titolo “Neo-Dada in Musica, Teatro, Poesia,Arte”, si evidenzia che “Le
forme “anti-arte” sono dirette principalmente contro l’arte come professione e
contro la separazione tra arte e vita.
(pag. 35).
L'atto di nascita ufficiale di
Fluxus, è un grande evento organizzato in Germania, dove Maciunas arriva dopo
il fallimento della sua galleria e sotto l'assillo dei creditori, si rifugia in
Germania. Lì trova lavoro nella base militare americana di Wiesbaden e stringe
amicizia con Nam June Paik (un estroso musicista coreano) che segue i corsi di
Stockhausen a Darmstadt. I due organizzano subito un concerto dedicato a John
Cage a Wuppertal e uno a Düsseldorf; mentre Robert Filliou organizza un evento
a Parigi in cui compare il nome “Fluxus”. Nel 1962 a Wiesbaden la svolta e il
successo del non movimento: un intero mese di concerti e performance intitolato
“Fluxus Internationale Festspiele Neuester Musik”. In una lettera a La
Monte, Maciunas racconta con entusiasmo il successo del festival: «Wiesbaden
è rimasta scioccata, il sindaco ha dovuto quasi fuggire dalla città per averci
dato la sala». L'evento finisce su giornali e riviste di mezza Europa e
arriva anche la tv.
Negli scritti e nelle azioni di
Fluxus gli echi futuristi, dadaisti e surrealisti sono evidenti. Infatti Maciunas, rivendica una creatività
senza confini tra le arti, in nome di una realtà non illusoria e artefatta
e l'indeterminazione, l'improvvisazione, l'anti-arte intesa come vita e
natura, l’abbandono della materialità per l’immaterialità dell’arte e pone le
basi per lo sviluppo dell’arte concettuale e performativa, effimera,
giocosa e irriverente, ma soprattutto contro sistema e contro eurocentrismo.
Purge the World!, Purgare
il mondo, è il motto coniato da George Maciunas nel “Secondo Manifesto
Fluxus”, del 1963. Nella sua poetica Maciunas fonde e fluidifica, mettendo in
circolo istanze estetiche e ideali sociopolitici, spirito polemico e slanci di
generosità, il tutto in un contesto di negazione dell’ego/artista e dell’opera
come feticcio, smaterializza idee e idealizza materiali poveri, classifica,
inscatola schematizza ogni pensiero o evento da realizzare.
L'attività di Maciunas era
polivalente, irriverente e frenetica, amplia i contatti
Internazionali e moltiplica gli eventi e festival: eventi, newsletter,
manifesti, lavori grafici (sempre molto originali e raffinati), pubblicazioni
(come Fluxus 1, la prima in cui appare il brand, pensata come libro nel
'61 ma uscita nel '64 sotto forma di buste di carta manila imbullonate e
contenenti materiali vari); e poi film, scatole(le famose Fluxsusbox), gadget
di tutti i tipi e addirittura delle Flux Olympiad con giochi assurdi
ed esilaranti (come le “composizioni” che firma a suo nome).
I rapporti con il nostro Paese sono
testimoniati nel libro dalla lettera a Giancarlo Politi del 1973, nella
quale Maciunas esprimeva il desiderio di organizzare
un Fluxfest in Toscana a San Gimignano, e da quella
a Francesco Conz del 1977, in cui proponeva di realizzare
una Messa Fluxus in una chiesa sconsacrata (mai realizzata). Alla
diffusione e storicizzazione anche Internazionale di Fluxus l'Italia ha
contribuito, grazie a personaggi come Gianni Emilio Simonetti, Giancarlo
Politi e Gino Di Maggio e collezionisti come Francesco Conz e Luigi
Bonotto, la cui fondazione raccoglie molte testimonianze di Maciunas e
degli artisti Fluxus e ha collaborato alla realizzazione del libro.
Con Fluxus, Maciunas ha tentato
di travalicare l’“EUROPANISMO” (crasi tra Europeismo e Americanismo,
da Secondo Manifesto Fluxus), e non è un caso che i suoi testi siano stati
tradotti in italiano. L’Italia è uno dei Paesi che più precocemente ha accolto
e sostenuto Fluxus.
Fluxyearbox
1 (Foto Fondazione Bonotto).
Maciunas a New York, acquistò e
rinnovò 18 edifici nell’area di Manhattan tra Houston e Canal Street che mette
poi in vendita agli artisti alla cifra simbolica di un dollaro al metro quadro.
L’obiettivo è farne delle FLUXHOUSE, loft con funzione di casa-studio gestiti
cooperativamente per rispondere alle esigenze lavorative ed economiche degli
artisti.
Nel 1975, Maciunas subisce un
violento pestaggio probabilmente ad opera dei creditori della mafia locale. Ne
esce con quattro costole rotte, un polmone perforato, 36 punti di sutura in
testa e la perdita di un occhio. Trasforma immediatamente il trauma in
un’opera, l’Hospital Event, che spedisce a tutti i suoi conoscenti: “Mi
sono rotto come un vaso della dinastia Ming. 4 costole rotte hanno trafitto e
sgonfiato il polmone, l’occhio sinistro ha lasciato completamente la scena,
dalla testa è spuntata una fontana Luigi XIV.”
Fluxus spesso è diventato una mandria di disadattati, un circo per
principianti non artisti che praticavano la non arte, replicanti di fotocopie e
oggetti trovati e messi in scatola scambiati per ready made, casalinghe che
giocavano a fare le principesse dell’arte e delle performance, saltinbanchi
vestiti di bianco o di nero, clown del deja vu, praticanti del nuovo per il
nuovo, che hanno travisato e snaturato la carica eversiva e dirompente di
Fluxus, l’energia plurilinguistica della poesia visiva, la forza socializzante
della mail art, l’energia creAttiva del concetto di Intermedia. Arroganti e
mediocri nani culturali e vaccari tecnologizzati che spacciano algoritmi e
luoghi comuni per arte e poesia. Hanno banalizzato l’arte, banalizzando la
vita, hanno disumanizzato il mondo trasformandolo in una piattaforma per
investimenti finanziari e un deposito d’armi.
Ken Friedman disse: “La gente è diventata
molto più devota al defunto George Maciunas di quanto non lo fosse all'uomo
vivente.” E spigo molto bene la funzione delle “scatole” inventate
da Maciunas, Duchamp o Cornell : “La maggior parte delle scatole
Fluxus sono artefatti fisici che un essere umano manipola per provocare un
cambiamento di stato. Così facendo, la persona che cambia lo stato dello
strumento intraprende un'azione che crea un'esperienza. Il risultato di questa
esperienza può essere etichettato come apprendimento.”
Come Architetto Maciunas adorava
Le Corbusier e il suo funzionalismo. Maciunas ha affermato in un'intervista del
1978 con Larry Miller che il funzionalismo è "il modo in cui l'architetto
pensa... altrimenti non è un architetto, è uno scultore o uno scenografo".
Per quanto ostilità verso l'alto modernismo apparisse nei suoi scritti teorici
(aveva criticato Wright, Miles, Saarinen e Bunshaft come "Le grandi frodi
dell'architettura", traditori dei principi funzionalisti del modernismo,
ancora nel 1964.
A me sembra che il concetto di
funzionalismo, Maciunas lo abbia applicato a tutto il mondo dell’Arte, della
cultura e della comunicazione. Fluxus forse era nelle sue vere intenzioni una
macchina funzionale-creattiva per l’attivazione della creattività umana,
insomma era il creatore del Funzionalismo-Creattivo, un creatore di
macchine, relazioni, idee, scatole, performance e mappe concettuali per la
felicità umana.
***
*Donato Di Poce (Poeta e Critico d’Arte)
Donato Di Poce, ama definirsi
autoironicamente, “un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici”.
Nato a Sora - FR - nel 1958, residente dal 1982 a Milano. Poeta, Critico
d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo, Studioso del Rinascimento e
dell’Architettura Contemporanea. Artista poliedrico, innovativo ed ironico,
dotato di grande umanità, e CreAttività. Ha al suo attivo oltre 45 libri
pubblicati (tradotti anche in Inglese, Arabo, Rumeno, Esperanto e Spagnolo), 20
ebook e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e
collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato ©L’Archivio Internazionale
di TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo
itinerante.
Queste le sue ultime pubblicazioni di Critica
d’Arte:
• ARCHITETTURA
-La Bellezza Funzionale, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2025
• STREET ART: Vandali
o Artisti? I Quaderni del Bardo, Lecce, 2024
• Rinascimento:
La danza delle idee, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2022
• Anna
Boschi: ContaminAzioni, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2022
• Taccuini
d’Artista: da Leonardo da Vinci a Basquiat, I Quaderni del Bardo,
Lecce, 2020
• Mauro
Rea: Icone Pop, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2020
-
George Maciunas (Kaunas (Lituania), 1931- Boston, 1978. Lituano trasferitosi in America dopo la guerra e laureatosi in Architettura non e...